Da oltre 24 ore la salma del dottore Mario Russa, il medico ginecologo in pensione che ha perso tragicamente la vita nella tarda mattinata di ieri, in quello che sembra avere tutte le caratteristiche di un incidente a mare, si trova nella camera mortuaria del cimitero di Santo Stefano di Camastra in condizioni disumane.

E’ quanto denunciano i familiari del noto medico, provati dal dolore, che lamentano, in primis, la conduzione delle attività d’indagini partendo proprio dalla gestione della salma lasciata indecorosamente dentro quel sacco verde tramite il quale è stato possibile movimentare il corpo priva di vita del medico amastratino, con gli elettrodi del defibrillatore ancora attaccati al petto e la cannula di Guedel, utilizzata per rendere accessibili le vie aeree nelle fasi di rianimazione, in bocca. In secundis, la sofferenza acutizzata dal silenzio delle Istituzioni che non hanno avuto né la cura, né tantomeno la delicatezza di informare i familiari su quelli che sarebbero stati i successivi passaggi.

“Siamo al cimitero di Santo Stefano da ore, nel profondo sconforto – afferma il genero del dott. Russa – grazie a Dio sostenuti dal calore, dall’affetto e dal via vai continuo di coloro i quali sono venuti a rendere omaggio al nostro compianto. Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione da parte di nessuno. Non sappiamo quanto ancora dobbiamo stare in questo luogo, quando e se ci verrà restituita la salma per la funzione funebre. E’ chiaro, ed anche giusto, che la Legge faccia il suo corso, come dovrebbe essere altrettanto giusto dare un minimo di informazioni a chi in questo momento vive in condizioni critiche il profondo sconforto determinato da una tragedia”.

Dalle informazioni in possesso di questo giornale le indagini condotte dalla Capitaneria di Porto di Sant’Agata di Militello sarebbero già state ultimate e, alla competente Procura, avanzata istanza di dissequestro della salma.

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