Dal vertice governo-regioni di stamattina uscirà la bozza di quello che, dopo la firma del premier, diventerà il primo Dpcm anti Covid dell’era Draghi.

Secondo Speranza “i ritardi di alcune forniture dei vaccini non cambieranno l’esito della partita: siamo all’ultimo miglio” di una partita già vinta. Poi però avvisa che “non possiamo assolutamente abbassare la guardia: non ci sono ancora le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia”. Non tutti però la pensano così, a cominciare naturalmente da Matteo Salvini secondo cui “è irrispettoso verso gli italiani parlare di lockdown a Pasqua.

Al di là di quanti si siano effettivamente sentiti offesa dalla prospettiva, le nuove misure devono necessariamente subentrare a quelle di Conte in scadenza il 5 marzo e, da manuale, durare per almeno un mese: fino al 6 aprile quindi, inglobando così – sia pure per poco – la festività, che quest’anno cade domenica 4. Meglio abituarsi all’idea che sarà solo la prima di una serie di ricorrenze religiose e non che passeremo, per la seconda volta, col fiato del Covid sul collo. Certo in modalità molto meno rigida rispetto a un anno, soprattutto sull’Isola, che se non fosse per le varianti forse avrebbe fatto pure in tempo a finire in zona bianca per quella data.

Il sistema dei colori è confermato con l’unica crepuscolare aggiunta di una zona “arancione scuro”, già istituita in diverse province: un’area in cui non si va in lockdown ma è vietato raggiungere le seconde case. La differenza con le sfumature limitrofe è davvero evanescente. Di sicuro nel nuovo Decreto ci sarà un aggiornamento complessivo dei colori: salgono a 8 le regioni con le terapie intensive sopra la soglia critica, in molte località l’indice Rt superare l’1 e, in generale, si consolida fuori dall’Isola una recrudescenza epidemica.

Per il resto però è tutto uguale: coprifuoco dalle 22 di notte alle 5 di mattina, obbligo di distanziamenti e mascherine all’aperto e al chiuso; oltre al divieto di spostarsi tra regioni, anche gialle, già prolungato al 27 marzo. Palestre e piscine proseguiranno la serrata e anche ristoranti e locali in zona gialla dovranno aspettare per aprire a cena. Il ministro della Cultura Dario Franceschini è riuscito a strappare un “ni” sulla possibilità di frequentare musei, mostre e parchi archeologici anche nel weekend e di permettere a cinema e teatri degli spettacoli con regole severissime.

Insomma, a meno di sorprese dell’ultimora, non è che sia tutta questa rivoluzione il “metodo Draghi”. Forse il professore pensa più all’economia, con la scelta di istituire una cabina di regia – l’ennesima – per rendere più rapida l’erogazione dei ristori. C’è anche l’intenzione di modificare la raccolta dati che attribuisce le fasce di rischio e sfoltire il Cts, per velocizzare pure le decisioni. Ma questo è un altro discorso. Dopo il varo ufficiale nel weekend, le nuove disposizioni entreranno in vigore già da lunedì 1 marzo, in anticipo sulla scadenza del 5. Anche l’andazzo della comunicazione all’ultimo non è cambiato.