Galati e Longi diventano una redazione: il Festival porta giornalisti e creator dentro i Nebrodi

di Gabriele Amadore
25/09/2026

Per tre giorni i Nebrodi non saranno soltanto il tema da raccontare, ma il luogo nel quale costruire il racconto. Dal 2 al 4 ottobre 2026 il Festival del Giornalismo Enogastronomico torna per l’undicesima edizione e, accanto a Galati Mamertino, coinvolge direttamente Longi. È una delle principali novità di quest’anno. Il Festival esce dalla dimensione del singolo comune e prova a muoversi lungo il territorio, portando giornalisti, comunicatori, creator, studiosi e rappresentanti delle istituzioni a contatto diretto con aziende, produttori e comunità.

La formula scelta è quella della redazione diffusa. Gli incontri pubblici resteranno una parte del programma, ma il lavoro continuerà nelle aziende e nelle campagne. Durante le attività verranno prodotti articoli, interviste, podcast, fotografie, video e contenuti social. Il modello assomiglia a una residenza giornalistica temporanea: arrivare nei Nebrodi, restare per alcuni giorni, conoscere persone e imprese e ricostruire le storie partendo dai luoghi nei quali avvengono.

Suino Nero, olio e grano: le filiere diventano luoghi di lavoro giornalistico

Il rapporto con le produzioni locali occuperà una parte importante delle tre giornate. Il programma comprende un percorso dedicato al Suino Nero dei Nebrodi, attività sull’olio e sulla molitura delle olive con Manfredi Barbera e un approfondimento sul ciclo del grano con la Fondazione Celestino Drago.Sono temi che toccano direttamente l’economia del comprensorio. Dietro ogni prodotto ci sono terreni, allevamenti, investimenti, trasformazione, commercializzazione e difficoltà legate alla collocazione geografica delle aree interne.

Per questa ragione il Festival non limiterà le attività alle degustazioni. Il confronto riguarderà il rapporto tra agricoltura e innovazione, la tutela del paesaggio, le condizioni nelle quali operano le imprese e la capacità delle filiere di generare reddito e occupazione.A Longi troverà spazio una discussione ancora più ampia sul futuro dei piccoli centri. Lo spopolamento resta una delle emergenze dei Nebrodi e interroga direttamente la possibilità di mantenere servizi e attività economiche. Ambiente, cultura, agricoltura ed enogastronomia saranno analizzati come strumenti possibili di sviluppo, senza separare la promozione territoriale dai problemi concreti delle comunità.

Il programma comprende anche un momento dedicato a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e al legame costruito tra biodiversità, cibo e territori.Non mancheranno i libri. L’Aperilibro ospiterà Gianfranco Marrone con “Linguaggi dell’enogastronomia” e Giacomo Di Girolamo.

Il confronto passa anche dai social e dall’economia

L’altra grande questione riguarda il modo in cui viene raccontato il territorio. Oggi ristoranti, prodotti e destinazioni passano sempre più frequentemente attraverso Instagram, TikTok e le altre piattaforme.Questo ha ampliato enormemente il pubblico, ma ha reso più difficile distinguere tra informazione giornalistica e comunicazione commerciale. Giornalisti e creator saranno messi a confronto su credibilità, fonti, promozione e influenza esercitata dai contenuti digitali sulle scelte dei consumatori.

L’undicesima edizione allargherà inoltre il campo ai problemi economici delle aree interne. Accesso al credito, innovazione, sostegno alle imprese e politiche pubbliche saranno affrontati insieme a rappresentanti del mondo istituzionale, bancario e territoriale.Sono previste presenze delle istituzioni regionali e locali, del Parco dei Nebrodi, dell’Ordine dei giornalisti e del Corecom Sicilia.

In questo quadro acquista senso anche il tema della lentezza scelto per l’edizione 2026. Per un giornalista significa soprattutto recuperare il tempo necessario per vedere, ascoltare e verificare prima di raccontare.Pranzi, cene e cena diffusa completeranno il programma con i prodotti locali. Anche questi momenti serviranno a mettere in contatto ospiti, produttori e abitanti.Il Festival è organizzato dall’Associazione culturale Network insieme alle realtà istituzionali, economiche e territoriali coinvolte nell’iniziativa.

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