Ficarra, Ridolfo scrive a Draghi: “Rischio di perdere fondi del PNRR”


Un grido d’allarme e un appello al premier Mario Draghi affinché i piccoli comuni come Ficarra, di fatto fortemente svantaggiati, non perdano le possibilità di sviluppo legate alle risorse del PNRR. Il sindaco Basilio Ridolfo, preoccupato, ha scritto una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale e all’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) perché una serie di interventi legislativi statali stabiliscono i parametri per definire come “svantaggiati” i comuni al fine di destinare loro contributi e sostegni valevoli anche sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Per il primo cittadino infatti i comuni considerati “svantaggiati” sono stati recentemente destinatari di risorse tramite le quali realizzare interventi finalizzati a combattere il fenomeno dello spopolamento, quali – elenca Ridolfo – l’adeguamento di immobili comunali da concedere in comodato d’uso gratuito per l’apertura di attività commerciali, artigianali o professionali; la concessione di contributi per l’avvio di attività commerciali, artigianali e agricole; la concessione di contributi a favore di chi trasferisce la propria residenza e dimora abituale”.

Il tutto passa per una sigla, IVSM, acronimo di “Indice di vulnerabilità sociale e materiale”, che rappresenta un indicatore composito implementato dall’Istat per determinare, appunto, la vulnerabilità sociale dei comuni. Per essere considerati come svantaggiati i comuni, in base all’ultimo DPCM 30 settembre 2021, avrebbero dovuto superare il punteggio medio di 98,63; Ficarra possiede un IVSM pari a 98,07 che, paradossalmente, è inferiore al valore medio su base nazionale di appena 0,56.

Eppure – scrive Ridolfo – dalle medesime tabelle allegate al DPCM del 30 settembre 2021, si evince che il comune di Ficarra negli ultimi 40 anni ha subito una perdita di ben 900 unità, corrispondenti a circa il 40% della popolazione. Pur tuttavia, nonostante l’evidente circostanza che il Comune di Ficarra ha subito il fenomeno dello spopolamento, lo stesso è stato escluso dall’erogazione dei fondi che sarebbero dovuti servire a combatterlo. Se questo non è un paradosso“.

Ed ecco l’allarme del primo cittadino: “Per la burocrazia ministeriale dunque il problema è risolto: basta una semplice operazione algebrica, un valore inferiore alla media nazionale di un parametro, anche di qualche frazione decimale, per non essere definito “comune svantaggiato”; poi, se in quella realtà territoriale i giovani vanno via per assenza di opportunità, se la popolazione tende ad invecchiare e a diminuire, se le attività economiche scompaiono va tutto bene, tanto si è dentro la soglia prevista dal Ministero”.

Grazie a questo indice, definito da Ridolfo nella nota come “strategicamente discriminante, asettico e meramente aritmetico”, comuni come Ficarra sono destinati a perdere l’ulteriore occasione rappresentata dai fondi del PNRR destinati alla rigenerazione urbana. Il risultato è che – prosegue il sindaco – comuni simili a quello di Ficarra (e ve ne sono tanti nel comprensorio nebroideo), avendo un indice IVSM basso, rischiano di essere tagliati fuori dai finanziamenti per la rigenerazione urbana, nonostante siano realmente disagiati sotto il profilo economico e sociale”.

Infine l’accorato appello di Ridolfo agli alti destinatari della missiva: rivedere sia il parametro dell’indice di vulnerabilità affinché consenta di individuare tutti i comuni che realmente hanno difficoltà come comuni svantaggiati, sia il criterio suppletivo valevole per le associazioni di comuni in base al quale, nel caso di insufficienza delle risorse del PNRR per gli interventi di rigenerazione urbana, formalizzare la graduatoria delle proposte finanziate attraverso il famigerato indice IVSM, tradendo così le attese di tantissime piccole comunità locali.

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