“La delibera che nomina l’esperto per la comunicazione del Comune di Galati Mamertino sia annullata”. E’ la richiesta che arriva dall’Assostampa Sicilia, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani, dopo che il sindaco Nino Baglio ha proceduto alla nomina come esperto per la comunicazione dell’Ente, di Giuseppe Mesi, un soccorritore del 118 e aspirante pubblicista, come abbiamo raccontato in un articolo pubblicato questa mattina sul nostro giornale.

“Apprendiamo da notizie di stampa – scrivono il segretario regionale Roberto Ginex, il segretario provinciale di Messina Graziella Lombardo e il presidente del Gruppo Uffici Stampa Sicilia Francesco Di Parenti in una lettera inviata al Comune nebroideo – che Lei, con determinazione del 19 febbraio scorso, ha provveduto a nominare un esperto a titolo gratuito per attività di comunicazione del suo Ente. Ci risulta, inoltre, che tale esperto non sia iscritto all’Ordine dei giornalisti, anche se vanterebbe “collaborazione con specifici giornali on-line locali”.
 
Al di là della scelta di affidare senza compenso incarichi che invece richiedono specifiche competenze e professionalità, circostanza dal nostro sindacato sempre contestata e respinta, ci preme farle rilevare che l’attività di comunicazione della pubblica amministrazione è regolamentata da una legislazione ormai ventennale che non può essere scavalcata.

Ci riferiamo, nello specifico: alla legge 150 del 2000, recepita in Sicilia con l’art. 127 della legge 2 del 2002; alla direttiva Dipartimento Funzione Pubblica del 07/02/2002 in materia di “Attività di comunicazione delle pubbliche amministrazioni”; al decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 2001 n. 422 che contiene il Regolamento recante norme per l’individuazione dei titoli professionali del personale da utilizzare presso le pubbliche amministrazioni per le attività di informazione e di comunicazione e disciplina degli interventi formativi.

Elemento costante di questa legislazione è che l’attività di informazione di un ente pubblico è prerogativa di giornalisti iscritti all’Ordine, siano essi addetti stampa o portavoce. Solo tale titolo, che per i pubblicisti presuppone il superamento di un apprendistato e, nel caso di giornalisti professionisti, addirittura di un esame di Stato, può assicurare la competenza necessaria; competenza che certamente viene prima delle “capacità relazionali, creatività, spirito d’iniziativa, capacità organizzative e di pianificazione, disponibilità e dinamismo” che nella Sua determinazione sindacale sembrano, invece, prevalere.

Per quanto sopra esposto, Le chiediamo di annullare in autotutela il provvedimento in questione riservandoci, in caso di non accoglimento, di effettuare passi successivi. Auspicando che Lei, in un’ottica di trasparenza dalla quale qualsiasi ente pubblico non può più prescindere, intenda confermare la volontà di proseguire nell’attività di comunicazione, restiamo a sua disposizione per ogni chiarimento e per fornirle tutto il supporto necessario”.

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