Galati Mamertino, Andrea Carcione: «Ecco perché mi candido a sindaco»

di Salvo Lapietra
09/10/2026

Andrea Carcione sceglie una lettera per annunciare la candidatura a sindaco di Galati Mamertino e le dimissioni irrevocabili, con effetto immediato, dalla giunta guidata da Vincenzo Amadore. Assessore con deleghe a bilancio e tributi, servizi esterni, acquedotto, rete idrica e strade di penetrazione agricola, resterà consigliere comunale. Nella lettera ringrazia il sindaco per il lavoro condiviso, ma precisa: «Non è mai esistito alcun accordo sulla ricandidatura dell’attuale amministrazione, né del sindaco». Dopo quasi venticinque anni di attività politica, spiega le ragioni della scelta. Da quella lettera è ricavato il confronto che segue, in forma di domande e risposte.

Carcione, perché ha deciso di candidarsi a sindaco?

«Negli ultimi mesi molte persone mi hanno cercato, incoraggiato e chiesto di mettermi in gioco. Ho incontrato cittadini, famiglie, associazioni e realtà produttive. Ho ascoltato esigenze, critiche, idee e proposte. Da questo confronto è maturata la decisione di candidarmi. Credo che Galati abbia energie, risorse e possibilità ancora da valorizzare e sento di poter dare un contributo maggiore al mio paese».

Lei ha sostenuto quattro sindaci. Che cosa cambia oggi?

«Da quasi venticinque anni vivo la politica a Galati con passione e senso di responsabilità. Ho sostenuto con lealtà i quattro sindaci che si sono succeduti e ho lavorato per la comunità, mai per ambizione personale. Oggi sento che è arrivato il momento di assumermi una responsabilità ulteriore, mettendo a disposizione l’esperienza maturata, la mia energia e la capacità di fare di più».

La candidatura arriva insieme alle dimissioni da assessore. Perché lascia la giunta?

«Ho comunicato le mie dimissioni irrevocabili, con decorrenza immediata, perché ora inizia un nuovo percorso. Al sindaco Vincenzo Amadore va il mio ringraziamento per il lavoro condiviso in questi anni. Affronto questa scelta con rispetto per tutti e con la volontà di confrontarmi sulle idee e sui problemi concreti».

C’era un’intesa sulla ricandidatura del sindaco o dell’attuale amministrazione?

«Voglio essere chiaro, senza equivoci: non è mai esistito alcun accordo sulla ricandidatura dell’attuale amministrazione, né del sindaco. La mia è una scelta libera, legittima e maturata alla luce del sole».

Resterà però consigliere comunale. Come intende svolgere questo ruolo?

«Voglio continuare a onorare il mandato affidatomi dagli elettori e a dare il mio contributo nell’interesse della comunità galatese. In una sola legislatura ho svolto il ruolo di opposizione, sempre con rispetto, correttezza e senso delle istituzioni. Per me fare politica non ha mai significato essere contro qualcuno, ma avere a cuore il bene di Galati».

Qual è il suo giudizio sul lavoro amministrativo di questi anni?

«Tanto è stato fatto, costruito e portato avanti con impegno, sacrificio e senso di responsabilità. Ma credo, con altrettanta sincerità, che si potesse fare di più e che molto possiamo ancora fare. La mia scelta nasce anche da questa consapevolezza».

Nella lettera parla di “prendersi cura di Galati per farne una risorsa”. Che cosa intende?

«Credo nelle potenzialità del nostro territorio, nelle sue bellezze e nelle persone che ogni giorno lo vivono e lo fanno andare avanti. Conosco le difficoltà del paese, ma conosco anche le sue possibilità. Voglio partire da queste risorse e costruire, attraverso il confronto, un progetto che permetta di valorizzarle».

Indica i giovani come una priorità. Quale obiettivo si pone?

«Dobbiamo creare opportunità e dare ai ragazzi motivi per restare. Voglio un paese nel quale le nuove generazioni possano sentirsi protagoniste e costruire il proprio futuro. L’obiettivo è lasciare loro una comunità migliore di quella che abbiamo ricevuto».

Quali proposte concrete porterà agli elettori?

«Non ho una ricetta già pronta. Ho ascoltato esigenze e proposte e continuerò a farlo nei prossimi mesi, incontrando chiunque voglia contribuire con idee e disponibilità. Un progetto per Galati può essere forte soltanto se nasce dal confronto e dalla partecipazione».

Con quale squadra affronterà questo percorso?

«Non voglio costruirlo da solo. Chiedo ai cittadini di accompagnarmi come protagonisti e di contribuire al progetto. Non propongo un uomo solo al comando, ma una squadra e una comunità che camminano insieme. Il futuro del paese appartiene a tutti».

Che cosa si sente di promettere?

«Impegno, presenza e disponibilità ad assumermi le responsabilità delle decisioni. So che amministrare significa ascoltare tutti e avere il coraggio di scegliere, anche quando le scelte sono difficili. Non prometto miracoli o l’impossibile: prometto di dare tutto me stesso per Galati».

Quale sarà il criterio che guiderà la sua candidatura?

«Il bene del paese. Voglio unire e confrontarmi sulle idee, con rispetto per tutti. La convinzione da cui parto è questa: Galati viene prima di ogni appartenenza».

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