Galati Mamertino cancellato dalla rete: da tre giorni senza telefoni e internet

di Salvo Lapietra
24/07/2026

Da tre giorni Galati Mamertino è isolato. Non si tratta di un guasto durato qualche ora e già risolto, ma di un’emergenza ancora in corso che sta lasciando un’intera comunità senza telefonia, senza connessione internet e con numerosi servizi essenziali bloccati o fortemente compromessi.

Nel 2026, mentre si continua a parlare di digitalizzazione, innovazione, fibra ottica, 5G e servizi pubblici telematici, un paese dei Nebrodi si ritrova improvvisamente cancellato dalla rete e, di fatto, tagliato fuori dal resto del mondo.

La situazione viene denunciata con parole durissime da Nino Serio, attraverso una lettera aperta pubblicata da TuttoGalatiMamertino. Una presa di posizione carica di rabbia e amarezza, che fotografa il disagio di centinaia di cittadini lasciati senza comunicazioni, senza assistenza e soprattutto senza informazioni ufficiali.

Secondo quanto denunciato nella lettera, da tre giorni a Galati Mamertino la telefonia fissa e mobile risulta praticamente azzerata per diversi operatori, la connessione internet è inesistente e anche servizi postali e bancari stanno subendo pesanti conseguenze.

L’unica eccezione, stando alla segnalazione, sarebbe rappresentata dalla rete WindTre, mentre gli utenti degli altri gestori sarebbero rimasti intrappolati in un deserto digitale che non consente di telefonare, lavorare, effettuare pagamenti o comunicare normalmente.

Ma ridurre ciò che sta accadendo a un semplice disservizio telefonico sarebbe gravissimo.

Qui non è in discussione la possibilità di accedere ai social network o di guardare un video online. Qui è in discussione la sicurezza delle persone.

Come può un anziano che vive solo chiamare il 112 in caso di malore? Come può una famiglia chiedere aiuto durante un’emergenza? Come può un cittadino segnalare un incendio, un incidente o una situazione di pericolo se il telefono non funziona e la rete mobile è assente?

Sono domande che non possono restare senza risposta.

Quando un intero territorio viene privato delle comunicazioni per giorni, non siamo più davanti a un normale problema tecnico. Siamo davanti a una questione di pubblica sicurezza, protezione civile e tutela dei cittadini.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più inquietanti della vicenda: l’assenza di comunicazioni.

Da tre giorni la popolazione attende di sapere cosa sia successo, quali siano le cause del guasto e soprattutto quando i servizi verranno ripristinati. Eppure, secondo quanto denunciato, nessuno avrebbe fornito una spiegazione chiara, una previsione attendibile o una nota ufficiale rivolta agli utenti.

Nessuna informazione dettagliata dai gestori. Nessuna indicazione certa sui tempi. Nessuna rassicurazione concreta.

Solo silenzio.

Un silenzio che, con il passare delle ore, diventa sempre più grave e intollerabile.

Un guasto può verificarsi. Un incidente tecnico può accadere. Ciò che non può essere accettato è che centinaia di persone vengano abbandonate per giorni senza sapere nulla e senza neppure avere la possibilità di contattare agevolmente i servizi di assistenza.

I cittadini continuano a pagare bollette, abbonamenti e canoni per servizi che, da tre giorni, non vengono garantiti. E mentre i pagamenti vengono pretesi puntualmente, agli utenti non viene assicurata nemmeno una comunicazione minima sulle ragioni dell’interruzione.

È questo il rispetto riservato ai cittadini delle aree interne?

È questo il livello di assistenza garantito a chi vive nei piccoli comuni?

La situazione sta inoltre provocando danni pesanti al tessuto economico e professionale del paese.

I commercianti devono fare i conti con POS inutilizzabili, pagamenti elettronici bloccati e difficoltà nei rapporti con fornitori e clienti. Professionisti e imprese non riescono a utilizzare la posta elettronica, accedere ai portali, trasmettere documenti o svolgere normalmente il proprio lavoro.

Gli uffici, le attività economiche e i cittadini si trovano improvvisamente privati di strumenti che ormai sono indispensabili per qualsiasi operazione quotidiana.

Ogni transazione saltata è una perdita economica. Ogni pratica bloccata produce un ritardo. Ogni ora senza connessione aggrava il danno.

Non è possibile continuare a considerare questi episodi come inconvenienti marginali che riguardano territori periferici e destinati a rimanere senza voce.

Galati Mamertino non è una zona sacrificabile.

I cittadini dei Nebrodi non possono essere trattati come utenti di seconda categoria, ai quali è possibile sospendere per giorni servizi essenziali senza fornire spiegazioni e senza assumersi responsabilità.

Da anni le aree interne pagano il prezzo di infrastrutture fragili, collegamenti insufficienti e servizi progressivamente ridotti. Ora anche il diritto a comunicare rischia di diventare incerto.

Si parla continuamente di lotta allo spopolamento, rilancio dei piccoli comuni, telelavoro e opportunità offerte dal digitale. Ma quale giovane può decidere di restare in un territorio nel quale una comunità può essere isolata per tre giorni senza che nessuno senta il dovere di intervenire pubblicamente?

Quale professionista può lavorare da un paese in cui la rete può scomparire improvvisamente?

Quale impresa può investire senza la garanzia di servizi minimi e affidabili?

Le grandi promesse sulla trasformazione digitale crollano davanti alla realtà di un territorio nel quale non si riesce neppure a effettuare una telefonata.

La lettera aperta di Nino Serio chiama direttamente in causa anche l’Amministrazione comunale, alla quale viene chiesto di intervenire immediatamente presso i gestori di rete e le autorità competenti.

Una richiesta più che legittima.

Il Comune deve pretendere risposte formali, verificare la reale portata del disservizio e informare costantemente la popolazione. Deve accertare se esistano rischi per la sicurezza, con particolare riferimento agli anziani, alle persone fragili e a chi vive nelle contrade più isolate.

Non bastano contatti informali o rassicurazioni generiche.

Serve una presa di posizione pubblica. Serve sapere quali iniziative siano state intraprese, quali gestori siano stati sollecitati e quali tempi siano stati comunicati per il ripristino.

I cittadini hanno diritto di sapere.

Allo stesso modo, i gestori interessati devono uscire dal silenzio. Devono spiegare cosa è accaduto, perché l’interruzione si sta prolungando da tre giorni e quali interventi siano in corso.

Devono inoltre chiarire quali misure intendano adottare affinché un episodio del genere non si ripeta e come verranno gestite le richieste di indennizzo degli utenti danneggiati.

Non può essere il cittadino, dopo avere subito giorni di isolamento, a dover affrontare anche il calvario dei call center, delle segnalazioni ignorate e dei reclami senza risposta.

Chi fornisce un servizio essenziale ha il dovere di garantirlo. E quando non riesce a garantirlo, ha almeno l’obbligo di informare tempestivamente gli utenti e riconoscere i danni provocati.

«Non siamo cittadini di serie B. Il tempo del silenzio è finito», scrive Nino Serio.

È una frase che dovrebbe risuonare con forza non soltanto negli uffici comunali, ma anche nelle sedi dei gestori telefonici e presso tutte le autorità chiamate a tutelare i diritti degli utenti.

Perché Galati Mamertino è senza telefoni e internet da tre giorni. E mentre il blackout continua, continuano anche il silenzio, l’incertezza e l’abbandono.

Adesso basta.

La comunità non chiede favori. Chiede servizi per i quali paga, informazioni che le sono dovute e il rispetto che spetta a ogni cittadino.

Ora servono risposte, responsabilità e un ripristino immediato.

Ogni ulteriore ora di silenzio non è più soltanto un disservizio. È uno schiaffo a un intero paese.

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