Il programma natalizio del Comune di Galati Mamertino, secondo l’idea degli Amministratori locali, avrebbe dovuto celebrare il connubio tra “tradizione e innovazione” in cui l’innovazione, ci è sembrato di capire, sarebbe dovuta essere rappresentata dalla pista di pattinaggio su ghiaccio realizzata in pieno centro, nella centralissima piazza della città mamertina.

Un’innovazione, che poi tanto innovazione non può essere definita, considerato che questo genere di attrattiva imperversava sui Nebrodi già nei primi degli anni 2000. Se non ricordiamo male, anche i giovani di Galati Mamertino, qualche anno fa, hanno conosciuto il divertimento di una pista di pattinaggio per la quale per accedervi bisognava solamente essere muniti di un paio di guanti e un paio di pattini.

Un’innovazione che, com’è citato nel corpo della determina, “volta a costituire un appuntamento per la valorizzazione e promozione del territorio, nonché un’occasione di aggregazione sociale, condivisione di momenti ludici e di intrattenimento contribuendo a rendere più vivibile il paese nonché favorendo la partecipazione delle famiglie e dei bambini ed anche di visitatori e turisti”, non può essere però “introdotta” a pagamento. Un’attrattiva, un’idea nuova, un’iniziativa per la comunità, per i più giovani in particolare, che può avere il suo fascino e destare dell’interesse inserita nel programma natalizio presentato dall’Amministrazione comunale, ma se offerta gratuitamente e non godibile solo dietro l’esborso di 5 euro per il servizio di noleggio pattini.. Dieci, quindici euro… se i figli di famiglia sono due, tre…

Forse qualcuno, a Galati, non ha ancora chiaro lo stato in cui versano tante famiglie; non ha ancora chiaro che Natale dev’esserlo per tutti: per chi ha, e per chi non ha, la disponibilità economica; per coloro i quali non hanno nessun problema a stare dietro alle esigenze dei figli che chiedono i 5 euro per andare a pattinare e per coloro i quali, nonostante le tante difficoltà e ristrettezze, per non far sentire i propri figli inferiori o diversi dai propri coetanei, vincono l’imbarazzo della richiesta e sacrificano i 5 euro con i quali, probabilmente, avevano pensato di acquistare  3 buoni per la mensa scolastica; Qualcuno non ha ancora chiaro che per troppe persone il Natale non rappresenta nient’altro che la somma delle contraddizioni e del malessere sociale che il nostro Paese ha accumulato nel corso degli ultimi anni per colpa di una crisi che ha abbondantemente stritolato le famiglie innescando una bomba sociale pronta ad esplodere in qualsiasi momento.

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Forse sarebbe stato più opportuno impegnare la somma di 10mila euro  per promuovere il paese e le tradizioni locali. Le iniziative per la comunità non dovrebbero, in nessuna misura, avere dei costi per i cittadini proprio per non creare imbarazzi per le  differenze dei livelli di benessere economico soggettivo. Più che di “innovazione”, a questo punto, sarebbe più opportuno parlare di denaro pubblico speso male poiché non è servito ad arricchire e rendere straordinario il programma natalizio, bensì solo ad incrementare le entrate ai fornitori del noleggio della pista di ghiaccio e della tensostruttura finalizzata alla copertura della stessa. La scarsa partecipazione non consentirà al Comune di recuperare i soldi spesi per i quali si sarebbe dovuta registrare la presenza 100 utenti al giorno, per venti giorni. Ad oggi, come era ovvio che accadesse, siamo distanti anni luce da questi numeri.