Sono in tutto 13 i progetti del Recovery plan siciliano, il documento di 23 pagine che attiverà investimenti per 28 miliardi, il 60 per cento delle quali provenienti dalla voce infrastrutture, varato dalla giunta Musumeci, su input dell’assessore all’Economia Gaetano Armao, ma il Ponte sullo Stretto di Messina e l’“aeroporto hub del Mediterraneo”, fra i territori di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, saranno certamente i più discussi. Ma l’ultima parola spetterà comunque al Governo Conte.

Il documento parla anche di ferrovie e porti: lo scalo navale di Marsala diventato hub marittimo, l’alta velocità ferroviaria Palermo-Messina-Catania, la pedemontana che colleghi l’autostrada Palermo-Catania e la Palermo-Trapani decongestionando la circonvallazione di Palermo. Per quanto riguarda le strade c’è il completamento dell’autostrada Siracusa-Gela e una pista ciclabile che circondi tutta l’Isola.

Tra i progetti troviamo anche l’ex Sicilfiat di Termini Imerese trasformata in un centro di produzione cinematografica, l’ex Siace di Fiumefreddo in un centro fieristico e il Roosevelt di Palermo un “Centro internazionale di studi avanzati su salute e ambiente”. Nell’elenco c’è anche l’anastilosi – solo virtuale – del tempio di Selinunte.

Con i soldi dell’Europa, Giuseppe Conte permettendo.

 

 

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