Quella che stiamo per raccontarvi, con l’intervista fatta a Salvatore Migliosini (nella foto) è una bella storia. Una di quelle storie che fanno bene al cuore, che vede protagonista la gente di una porzione di territorio dell’ennese che in momento di difficoltà, l’emergenza sanitaria generata dal Coronavirus, risponde egregiamente alla lodevole iniziativa di raccolta fondi, promossa dall’Associazione “TuTer – Tutela del Territorio”, che è riuscita a mettere assieme oltre 70 mila euro impegnando buona parte dell’importo per la realizzazione del reparto, con 4 posti di terapia intensiva, nell’ospedale di Nicosia.

Perché questa iniziativa?

E’ molto semplice. Essendo nato e cresciuto a Nicosia ho visto, nel tempo, depauperare un intero territorio di molti servizi indispensabili per la collettività e per l’economia dello stesso. Un pensiero analogo avranno avuto i miei colleghi. L’Ospedale Basilotta di Nicosia in passato, e non solo, è stato al centro di tante polemiche. La comunità negli anni è stata privata di forme di assistenza in barba al diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Il minimo che si poteva fare, dopo tutti questi “scippi”, era scendere in campo reclamando a gran voce il potenziamento del nosocomio in vista soprattutto dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19

Da dove nasce l’idea di organizzare una raccolta fondi?

L’idea nasce nel momento in cui il Ministero della Salute emana le prime linee guida. Il Governo chiedeva un incremento del 50% dei posti di Terapia Intensiva per poter fronteggiare l’emergenza.
Da lì, subito, ci siamo messi in moto, cercando, nella frenesia dell’emergenza, di perseguire un obiettivo: quello di potenziare, per quanto possibile, il Basilotta di Nicosia. Intorno alla metà di Marzo (in piena pandemia) un gruppo di cittadini decidono così di fondare l’Associazione “TuTer – Tutela del Territorio”. Viene formato un Consiglio Esecutivo che vede interessati Leandro Castrogiovanni, Francesca Coltiletti, Filippo Fiscella, Domenico Fiordaliso, Salvatore Castello, Francesco Meli ed io.

In che modo avete strutturato la raccolta, considerato il lockdown?

Il 13 marzo abbiamo avviato la raccolta fondi sul sito GoFundMe. era il 13 Marzo. In piena sinergia con varie Istituzioni viene fuori l’idea di investire parte del denaro – circa 10 mila euro – per i lavori di adeguamento strutturale del Reparto di Rianimazione. Col passare dei giorni abbiamo notato un incremento delle donazioni. La gente del territorio rispondeva egregiamente all’iniziativa lanciata ed in noi cresceva l’idea di poter riuscire nell’impresa: quella di migliorare il nosocomio al quale per le cure sanitarie fa riferimento un vasto comprensorio.

Quando avete capito che la vostra idea stava assumendo un ruolo significativo in termini di apporto fattivo?

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Il 16 marzo veniamo contattati da alcuni medici e membri del personale dell’ospedale cittadino. Partecipando ad un briefing ci viene data la possibilità di constatare le condizioni di scarsa sicurezza della struttura nosocomiale e i rischi ai quali sarebbero stati esposti pazienti e personale sanitario nel caso in cui fossero stati chiamati a contrastare casi Covid-19. Decidiamo senza perdere altro tempo di dare un contributo per il personale esposto acquistando mascherine, tute protettive e guanti. Preciso che l’Ospedale di Nicosia non è stato classificato come COVID-Hospital e l’utenza che orbita attorno alla struttura alla ricerca di servizi si aggira intorno alle 30 mila unità.

Quando sono arrivati i primi risultati? Come li hai vissuti?

Dopo un lavoro sfiancante finalmente arriva il 25 marzo, giornata storica per la Città di Nicosia e per tutto il circondario, il reparto di Terapia Intensiva diventa realtà. Viene ufficializzata l’apertura dell’UO con 4 posti letto a beneficio i chiunque, principalmente delle comunità limitrofe di Nicosia, Capizzi, Cerami, Troina, Gagliano, Gangi e Sperlinga che hanno contribuito alla realizzazione.

Oltre ad aver finanziato parte dei lavori che hanno permesso l’apertura del reparto di rianimazione, cos’altro avete acquistato?

Tre materassi ProphyCair a bassa cessione d’aria adatti al reparto nascente, 2 Pompe Infusionali, 18 Maschere per la Terapia CPAP, 1 Ozonizzatore che permette di sanificare gli ambienti di tutto il Presidio, 1 apparecchiatura VITAPCR che permetterà di analizzare i tamponi con annessi Kit diagnostici, 1 cappa laminare inerente al macchinario dei tamponi, oltre 600 mascherine (FFP2 e chirurgiche), 400 tute protettive, 1800 paia di guanti, 20 litri di Gel Igienizzante.
La distribuzione dei vari DPI (dispositivi di protezione individuale) non è stata esclusivamente per il personale sanitario dell’Ospedale, ma anche per gli equipaggi delle varie postazioni 118 del circondario. Doveroso ribadire che la gran parte di presidi e dispositivi sono stati acquistati da commercianti Nicosiani, o del territorio. Mi preme inoltre sottolineare che una volta terminata questa fase pandemica pubblicheremo l’esatta somma di denaro ricevuta in donazione ed il totale delle spese che abbiamo sostenuto.

A quanto si aggira il denaro raccolto?

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Abbiamo oltrepassato la soglia dei 70 mila euro. Un risultato pazzesco che ci rende orgogliosi della partecipata risposta dei cittadini del territorio. Una risposta concreta che lascia ben sperare per il futuro. Un futuro pieno di speranza in cui non deve di certo mancare il coinvolgimento dei cittadini che hanno dimostrato attaccamento alla propria terra e tanto spirito di solidarietà.

A cos’altro punta adesso l’Associazione “TuTer” ?

Affrontiamo con molta oculatezza questa fase transitoria, nei prossimi giorni l’Ospedale ‘Basilotta’ potrà iniziare ad effettuare i tamponi, rendendo dunque un servizio indispensabile per il territorio. Prima di procedere ad ogni acquisto o avventurarci in spese che potrebbero risultare inutili, abbiamo pensato di concertarci e programmare qualsivoglia tipo di iniziativa con i medici, affinché ogni bene acquistato possa avere un’utile funzione. Per quel che concerne l’avvenire dell’Associazione TuTer iniziamo a dare uno sguardo anche al futuro. Molte le persone che vogliono entrare a far parte di questa famiglia e noi siamo ben lieti di accoglierli. Di sicuro il criterio per far parte della squadra sarà quello di essere scevro da deleterie logiche partitiche. Siamo fermamente convinti che se vogliamo migliorare le nostre comunità lo dobbiamo a prescindere da tutto e tutti. Questa pandemia oltre ad aver mostrato le nostre fragilità, ci ha dato una grande iniezione per le future battaglie che ci attenderanno.

Ci sarà sicuramente qualcuno che vorrete ringraziare

In primis i cittadini di Nicosia e di tutte le comunità limitrofe. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Ho intravisto una coesione che non si vedeva dai tempi della soppressione del Tribunale, oltre alle donazioni ognuno di loro con un messaggio o una chiamata non ci ha mai fatto mancare il sostegno.  Tutti abbiamo fatto qualcosa di storico, come una grande famiglia. Ci renderemo conto di tutto ciò tra qualche tempo. Vanno ringraziati anche i membri della Croce Rossa, di altre associazioni, Club Service, correrei il rischio di dimenticare qualcuno, pertanto ringrazieremo pubblicamente tutti quando avrà fine questa situazione pandemica. Un ringraziamento senz’altro va al Sindaco di Nicosia Dott. Luigi Bonelli con il quale c’è stata sinergia e collaborazione, e anche ai componenti dell’Amministrazione comunale.