Il Teatro Bellini di Catania “trasloca” a Castel di Lucio


Un sopralluogo per pianificare un concerto all’aperto è quello che ha spinto fino a Castel di Lucio il Maestro Fabrizio Carminati, direttore artistico del Teatro Vincenzo Bellini di Catania. Direttore d’orchestra e operatore musicale di fama internazionale, già direttore artistico della Fondazione Arena di Verona e altri importanti teatri, scelto per un ambizioso progetto di rilancio dell’istituzione lirica etnea.

Nella mattinata di oggi Carminati, insieme a Daniela Lo Cascio e a Giovanni Cultrera, rispettivamente Commissario straordinario e Sovrintendente del Teatro Bellini di Catania, accompagnati dalla vice sindaca del piccolo centro nebroideo, Graziella Sacco e dall’assessore al turismo, Antonio Di Francesca si è recato a Castel di Lucio in località “SS Salvatore”, per valutare l’adeguatezza degli spazi adiacenti alla piccola chiesetta di campagna, posta a meno di 100 metri dal Labirinto di Arianna, per pianificare un concerto di musica classica eseguito dagli orchestrali dell’Ente lirico etneo. Una prestigiosissima iniziativa musicale della quale, però, devono ancora essere definiti e resi noti i dettagli.

Nebrodi News è andato nella suggestiva “Dimora Pizzo Re”, della famiglia Stimolo, ad intervistare il Maestro Fabrizio Carminati.

Cosa spinge fino a Castel di Lucio uno dei Direttore d’orchestra nonché, Direttore artistico, più in vista d’Europa?

“L’amicizia con una castelluccese, Maria Cristina Stimolo, il desiderio e la voglia di conoscere il posto affascinante che mi era stato descritto con molta dovizia”.

Nell’ultimo concerto di musica classica tenutosi a Castel di Lucio, nell’estate 2019, il Maestro milanese Gian Francesco Amoroso  paragonò i paesaggi di Castel di Lucio ai paesaggi evocati nella Cavalleria Rusticana di Mascagni. Trova anche lei qualche assonanza?

“Si certamente. I luoghi che ho visitato rispecchiano pienamente l’ambientazione evocata nella Cavalleria Rusticana”.

Cosa pensa possa legare questa realtà montana al suo genere di musica, che raggiunge il massimo dell’espressività nel silenzio dei teatri?

“Poiché la musica è suono e silenzio, ecco che in questi luoghi ci sono esattamente tutte le costanti che io trovo nella mia professione. In questi luoghi ho ammirato il silenzio notturno accompagnato dai campanacci delle mucche al pascolo. Stamattina ho apprezzato il canto degli uccelli e nella camera dove ho dormito il silenzio assoluto. Silenzio al quale non siamo più abituati. Questo luogo ti dà l’occasione di attraversare tutte le emozioni che si provano leggendo o eseguendo una partitura”.

Può la musica valorizzare un territorio?

“Si, certo. Addirittura la musica potrebbe caratterizzare un territorio perché il carattere della gente che ci vive viene espresso dai compositori nella propria musica. La musica popolare, per esempio, viene dal carattere della gente che vive i territori”.

C’è qualcosa, in questo breve periodo di permanenza a Castel di Lucio che l’ha colpita in maniera particolare?

“L’ospitalità. L’ospitalità della gente che vive in questo meraviglioso posto con l’atteggiamento di assoluta apertura. In un paese montano non è facile trovare questo calore e questa disponibilità. Lo dimostra il fatto che la gente ti guarda, si con curiosità, ma ti saluta con il sorriso e senza nessuna diffidenza”.

Il Teatro Massimo Interregionale di Catania, dedicato al genius loci Vincenzo Bellini, non solo cerca di diffondere la cultura musicale, ma cerca di farlo nei luoghi della tradizione, della cultura e dell’arte. Castel di Lucio, per la bellezza dei paesaggi sarà una doverosa tappa – commenta il Sovrintendente del Teatro Bellini di Catania, Giovanni Cultrera

Castel di Lucio è stata per me una sorpresa favolosa, testimonianza del fatto che la Sicilia possiede un’offerta turistica variegata e immensa – ci racconta la Commissaria Straordinaria Daniela Lo Cascio. La volontà e il desiderio di essere utili al territorio – conclude la Lo Cascio – ci ha spinto fino in quest’area del territorio nebroideo. Dare la giusta visibilità ad un territorio, valorizzandolo, è per noi motivo di orgoglio. La nostra mission è quella di portare la cultura fuori dal teatro.

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