All’esito di un’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti, diretta dal Procuratore Capo, Dott. Angelo Cavallo, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 4 indagati che, in concorso tra loro, secondo l’accusa, sarebbero responsabili di aver estorto danaro e poi cagionato la morte, come conseguenza della propria condotta illecita, di un 49enne trovato impiccato il 15 febbraio scorso all’interno di un appartamento abbandonato a Santo Stefano di Camastra.

Il Nucleo Operativo dei Carabinieri di Santo Stefano di Camastra hanno messo in luce come il suicidio di Fuoti Salvatore Gianfranco – lungi dall’essere un disperato atto di autodeterminazione – sia stato estrema conseguenza del progetto criminale.

Gabriel Acanticai, Grazia Maria Di Marco, Acanticai Dimitru – con quest’ultimo con il ruolo di esattore e gli altri due con il ruolo di partecipi materiali alle minacce – in concorso tra loro, mediante più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso e attraverso reiterata minacce nonché violenze psicologiche continue, costringevano Fuoti Salvatore Gianfranco a consegnare loro la somma di 120 mila euro circa nell’arco di pochi mesi, in parte in contanti ed in parte tramite versamenti postali, procurandosi così il relativo ingiusto profitto con altrui danno.

“In specie – si legge nell’avviso i due, Gabriel Acanticai, Grazia Maria Di Marco, approfittando del fragile assetto psichico del Fuoti (che, una volta, tentava il suicidio ingerendo delle pillole ed una seconda volta vi riusciva, impiccandosi) dotato da personalità instabile ed ancora sentimentalmente dipendente della ex compagna, Acanticai Andreea e sfruttando, altresì, la fiducia in loro riposta dal Fuoti, postolo stretto legame di parentela che intercorreva tra gli stessi e la Acanticai (sorella del Gabriel e cognata della Di Marco) gli facevano credere che la donna fosse segregata e sfruttata da un soggetto che pretendeva pagamenti costanti – per non farle del male e, infine, per liberarla, offrendosi da tramite per la consegna delle relative somme e, quindi, talora, fingendosi loro stessi la Acanticai che lo implorava di aiutarlo, tramite messaggi telefonici o chiamate; infine, quando la vittima mostrava di ribellarsi alle incessanti richieste, lo minacciavano di fargli perdere la casa che abitava, insieme all’anziana madre, lasciandolo così senza una dimora”.

Il quarto avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato dai Carabinieri a Acatincai Cosmin Petru (residente a San Mauro Castelverde) poiché, secondo i magistrati, si sarebbe, in concorso con il fratello Gabriel, introdotto in un’abitazione privata sottraendo alla proprietaria gioielli in oro poi rivenduti in un negozio di Sant’Agata di Militello per 600 euro. Gabriel Acanticai, Acanticai Dimitru, Acatincai Cosmin Petru hanno scelto di essere difesi dall’avvocato Salvatore Silvestro del Foro di Messina. Il difensore di Grazia Maria Di Marco è l’avvocato Antonio Di Francesco del Foro di Patti.

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