L’attualità del cibo, della cucina e della gastronomia dei Nebrodi: vuole dire soprattutto varietà, arricchita da molteplici apporti e da una cultura alimentare antica, come del resto è quella che in Sicilia si è sedimentata nei secoli.

E’ di questo che tratta l’ultimo libro di Pietro Ficarra, “La cucina e la gastronomia dei Nebrodi. Tradizione e innovazione”, edito da Youcanprinti, e disponibile presso l’editore e tutti i principali stores multimediali, oltre che presso edicole e librerie che ne hanno fatto richiesta.

Come parte della cucina dell’Isola, la cucina dei Nebrodi non si è sottratta alle contaminazioni culturali e lascia alle generazioni che verranno un ingente patrimonio di alimenti e sapori, originale in diversi tratti del suo carattere. Si tratta di una cultura alimentare e gastronomica complessa che, come avviene lungo tutta la Penisola, mostra tracce e contributi delle altre con cui è venuta a contatto negli ultimi millenni e fino ai nostri giorni. L’intento principale del lavoro non è tuttavia quello di cercare differenze né di farne la storia.

Il libro vuole essere una fotografia di ciò che appare attuale, anche se nell’istantanea scattata l’antico, il vecchio e il recente inevitabilmente si mescolano. Come in ogni foto di gruppo ognuno potrà ovviamente notare già oggi chi c’è e chi manca, i giovani e i meno giovani, e intorno le cose che vengono dal passato e quelle che più lo interessano per il futuro, ma è una fotografia fatta per rendere lo stesso servizio alla memoria delle popolazioni dei Nebrodi che verranno, quando sarà passata anche solo una generazione appena.

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Il libro parla alle persone che il territorio lo abitano e che magari potrebbero scoprire qualcosa che ancora non sanno della vallata vicina, ma si propongono anche di fare conoscere meglio, a tutti, la cucina e la gastronomia dei Nebrodi, non trascurando peraltro i molti figli di questa terra in giro per il Mondo.

Il lavoro vuole avere un approccio libero dalle necessità della retorica e della comunicazione dell’ottimo, unico e buono del nostro cibo, anche se si sforza di inquadrare e offrire le conoscenze in trame e modelli che siano riconoscibili dagli appassionati di cucina regionale, dagli affezionati dei tour gastronomici o dai devoti del libro di ricette, anche rimanendo lontano dall’impostazione che potrebbe piacere a chi si occupa di cucina per professione.

Ficarra ritorna, a un anno dalla pubblicazione del volume “Dalla natura alla tavola: erbe e frutti spontanei nelle vallate dei Nebrodi”, a ricercare dettagli e significati nelle cose dei Nebrodi, della memoria non meno che in quelle conosciute o attuali. Il libro è stato l’occasione per continuare con maggiore piacere, anche del palato, a cercare fra gli usi e le abitudini, in primo luogo quelli connessi in senso ampio all’alimentazione, di questa regione che nella sua accezione geografica rappresenta una parte importante e per certi versi “diversa” della Sicilia. Responsabile dalla prima metà degli anni Ottanta di molti servizi socioculturali nelle amministrazioni di grossi centri della Brianza e del Milanese, non ha abbandonato i legami con questa terra. Ha pubblicato lavori e articoli sulla storia e le istituzioni della cultura e si occupa per passione di etnobotanica alimentare, avendo all’attivo numerosi volumi della collana Cucina selvatica, a partire dalla “Guida alla cucina selvatica quotidiana per tutti. Erbe e frutti spontanei: raccolta, utilizzi e gastronomia (2019)”.

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