Ci sono molti modi per ragionare sull’esistenza, sull’amore, sulle nostre speranze. E per scoprire quello che siamo (o che vorremmo essere). Ed è un’indagine, chiamiamola così, di questo genere che lo scrittore siciliano Francesco Federico conduce nel suo ultimo libro pubblicato per i tipi di Armando Siciliano Editore.

Il libro si intitola “Ninfaredda” che è una giovane ragazza vissuta in Sicilia nella prima metà del 900, lei crede in Dio e sogna la felicità. Ma Ninfaredda è speciale, Ninfaredda è un raggio di sole che, come una lama sottile, scalda e taglia il cuore. “Ho scritto questo romanzo breve per non dimenticare che in questa vita, di questa vita resta solo ľamore” dice Federico che è anche commediografo e registra teatrale.

Francesco Federico

Francesco Federico

Insomma, lo scrittore (originario di Campobello di Mazara, ma dal 2006 stabilmente residente a Galati Mamertino, sui Nebrodi dove gestisce, insieme alla moglie, la trattoria Donna Santina), anche in questo caso, par di capire, affonda lo sguardo sull’animo umano e nel non voler svelare nulla vi diciamo che ricorre a tutti gli artifici del romanzo, a un linguaggio che non disdegna il significativo intercalare dialettale (il siciliano ha la grande capacità di sintetizzare uno stato d’animo in poche parole), a una trama che potremmo definire ottocentesca senza fare un torto a Francesco Federico, abile narratore di fatti storici, ma che nella sua complessa semplicità si rivela eterna nell’incedere sempre uguale dei nostri destini di uomini.

Un libro che va letto (e si legge) tutto d’un fiato e che ha la forza di distoglierci dai nostri incubi quotidiani (questa volta ne abbiamo di che donde, direbbe chi ha fatto le scuole alte) portandoci in una dimensione che possiamo chiamare di speranza, di forza, di volontà. Quella speranza, quella forza e quella volontà che solo l’amore del resto sa far emergere al massimo.

Per richiedere il libro e acquistarlo

http://www.armandosicilianoeditore.it/