Madonie e Nebrodi

di Redazione
10/05/2022

Madonie e Nebrodi sono due dei paesaggi più suggestivi della Sicilia, un piccolo universo millenario che va visto lentamente.

Il Parco delle Madonie è stato costruito a sud di Cefalù ed è stata la seconda riserva naturale della Sicilia. I suoi 35.000 ettari ospitano montagne imponenti (la vetta più alta è il Pizzo Carbonara a 1.979 m), vaste distese di boschi e una vasta gamma di flora e fauna.

Polizzi Generosa, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Gangi, Castellana Sicula, Castelbuono e Isnello sono tra i 15 paesi e borghi medievali inclusi nel parco. Splendide cattedrali, splendide piazze, castelli inespugnabili e prospettive maestose si possono trovare nei vicoli contorti dei loro centri medievali.

Sono presenti circa 2.600 specie vegetali, molte delle quali autoctone della zona, dal punto di vista floristico. L’autunno e la primavera hanno colori eccezionalmente splendidi. La Foresta delle Madonie domina il territorio al di sopra dei 1.500 metri, mentre più in basso gli abitanti continuano a dedicarsi ad attività agricole millenarie come l’allevamento di pecore e vacche, oltre alla coltivazione del grano, dell’olivo e della frutta.

Quando si pensa alla Sicilia, si pensa naturalmente alle spiagge e allo splendido mare, ma questa regione ha anche una vasta gamma di paesaggi, come il Parco dei Nebrodi, che si estende per oltre 80mila ettari ed è la più grande area naturale protetta dell’isola. È un sito straordinario, con molti tipi di piante e una popolazione di fauna selvatica diversificata e un complesso da scoprire lungo le sue strade e sentieri. Gli antichi greci chiamavano questa località “la terra dei caprioli” e il nome del parco deriva dalla parola greca “nebros”, che significa “capriolo”.

L’escursionismo e la mountain bike, sia sui pendii più bassi tra lecci e sugherete, sia più in alto tra boschi di querce e faggete, restano i passatempi più amati. Volpi, lepri e istrici sono molto diffusi e l’esistenza del maiale nero autoctono dei Nebrodi ha portato a una storia gastronomica regionale che comprende ottimi prosciutti e salumi.

Il Parco dei Nebrodi può essere visitato in tre modi:

1. LA DORSALE DEI NEBRODI

Ci sono tre tappe del percorso. Prima tappa: 21 chilometri da Serro Merio a Portella dell’Obolo in sei ore. Seconda tappa: percorrere 24 chilometri in sei ore da Portella dell’Obolo al Rifugio Miraglia e Portella Femmina Morta. Terza tappa: percorrere 25 chilometri in sette ore da Portella Femmina Morta a Portella Dagara.

2. IL SENTIER SORGENTI

Il percorso è lungo 18 chilometri e attraversa i comuni di Bronte e Maniace. Per arrivarci ci vogliono da sette a otto ore.

3. IL CRASTO ROCCHE

Ci sono altre tre opzioni disponibili qui. La prima va da Portella Gazzana alla sorgente di Malir. Il secondo viaggio ti porta da Contrada Lemina Bacco a San Marco d’Alunzio. Il terzo è un viaggio dalla sorgente del Malir a Portella Gazzana.

Lago Maulazzo

Vicino al monte Soro si trova il lago Maulazzo. È un luogo affascinante, completamente immerso nella natura, costruito dalla foresta negli anni ’80. Per raggiungerlo, deve prima arrivare a Dead Female Hatch e poi guidare il più lontano possibile. Vi troverete quindi davanti a due percorsi a piedi, uno che porta al lago e l’altro che porta al Monte Soro. Arriverai alla tua posizione dopo 2,5 chilometri (30 minuti a piedi).

Il lago offre un rifugio naturale nella sua imponenza, circondato da una rigogliosa foresta, tra ruscelli e cascate, che porta all’Ago. Offre la possibilità godersi una bibita fresca e rilassarsi giocando alle slot sul telefono, mentre si ammirano i fantastici paesaggi. Di grande rilievo il fenomeno naturale che si verifica nei mesi estivi, quando le acque del lago virano di rosso per la fioritura di una microalga chiamata scientificamente Euglena sanguinea.

Lago Biviere

Il comune di Cesarò, in provincia di Messina, ospita il Lago Biviere, che si trova nel Parco dei Nebrodi. Si estende tra le faggete delle pendici nord-orientali del Monte Soro e le pendici nord-occidentali del Monte Scafi, a circa 5 chilometri dal Lago di Maulazzo, in un fondovalle fitto di vegetazione della faggeta di Sollazzo Verde, sul versante meridionale del Monti Nebrodi.

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