Mafia, maxi operazione contro il clan barcellonese: 36 indagati


Avviso di conclusione indagini per 36 indagati coinvolti nell’indagine della direzione distrettuale antimafia di Messina condotta dai carabinieri che ha fatto luce sul tentativo di riorganizzazione di cosa nostra barcellonese. Il sostituto procuratore Francesco Massara ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei 36 imputati ritenuti a vario titolo responsabili di narcotraffico e possesso di armi.

Si tratta di Caterina “Katia” Papale di Milazzo, 26 anni, Tindaro Papale conosciuto con l’alias Geppetto di 31 anni anche lui di Milazzo, Maria “Mary”Di Biase messinese di 41 anni, Salvatore Benanti, 47 anni di Barcellona, Alessandro Abbas, 31 anni Messina, Gabriele Antonino Abbas, 27 anni di Messina, Desirè Cambria 23 anni di Pontedera, Daniele “Danielino” Mazza 28 anni di Messina, Alessio Materazzi 23 anni di Milazzo, Elena Sottile 27 anni di Messina, Patrick Emanuele 25 anni Messina, Luigi Mariotti, originario di Brindisi 51 anni, Delia Giovanna Mariotti venticinquenne di Misterbianco, Santo Genovese 31 anni di Barcellona, Massimo Pirri 31 anni originario della Russia ma domiciliato a Messina, Filippo Rosario Natoli, 22 anni di Milazzo, Gabriel Naluz, più conosciuto come “il nero“, 22 anni di Milazzo, Salvatore Parasole conosciuto con l’alias “colposecco” 36 anni di Milazzo, Maria Concetta Lenzi, messinese di 64 anni, Annamaria Morgavi, 24 anni di Palermo, Fabrizio Beneduce 29 anni di Barcellona, Cristian Celi 34 anni anche lui di Barcellona, Emmanuel Mondello 24 anni di Milazzo, Sonia Sirugo 48 anni di Avola, Giuseppe Cosenza 43 anni di Catania, Filippo La Macchia 45 anni di Barcellona, Enrico Caristi 28 anni di Messina, Giuseppe Francesco Calabrese 38 anni barcellona, Davide Emanuele, conosciuto come Davidone 31 anni di Milazzo, Emilian Jonut Apreotese, 26 anni romeno, Yassine Lakhlifi, 27 anni Marocco, Antonino Grasso, 23 anni Messina, Othmane Tuijri, 33 marocchino.

Nel corso delle indagini i militari dell’Arma hanno ricostruito vari episodi di detenzione, spaccio di droga e possesso di armi. Episodi che sono stati registrati tra Messina, Milazzo, Falcone, Isole Eolie, Catania, Merì, Barcellona. Nell’avviso di conclusione del lavoro dell’accusa sono stati inclusi anche gli indagati nei confronti del quale il gip Fabio Pagano aveva rigettato la misura cautelare.

In questo procedimento, stralciato rispetto a quello principale sono confluiti tre filoni investigativi tutti mirati a far luce sulla riorganizzazione della famiglia mafiosa barcellonese. In particolare sul gruppo storicamente radicato nella città del Longano capace però di esercitare la propria influenza anche nei vicini centri tirrenici.

Durante le indagini dei carabinieri è stato registrato un costante tentativo di infiltrazione interna in attività imprenditoriali ed economiche lecite con particolare riferimento al settore della commercializzazione di prodotti ortofrutticoli sia negli affari legati alla gestione dei locali notturni del litorale tirrenico. Nel corso dell’indagine registrati anche i tentativi di condizionamento delle campagne elettorali.

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