Messina, scoperti oltre 501 lavoratori irregolari e 63 in nero


E’ operativa a Messina la cabina di regia tra il Comando provinciale della Guardia di finanza e la direzione Inps della città dello Stretto, in attuazione del protocollo d’intesa firmato lo scorso 12 marzo tra il Comando regionale delle Fiamme gialle e la direzione regionale dell’Istituto di previdenza.

E’ composta, oltre che dai rispettivi vertici provinciali, anche da ufficiali del Corpo e funzionari dell’ufficio Inps. Il protocollo d’intesa siglato a marzo ha lo scopo di favorire, in ambito regionale, “la pianificazione di metodologie di intervento condivise, rafforzando un sistematico e tempestivo scambio informativo tra il Corpo e l’Ente”.

La cabina di regia si pone l’obiettivo di orientare l’azione verso quei fenomeni ritenuti più significativi e complessi, per i quali, analizzando le informazioni rispettivamente disponibili, emergano, fin da subito, gravi indizi di possibili illeciti.

“La prima riunione, tenutasi lunedì 18 ottobre, nella sede Inps di Messina – spiegano dal Comando provinciale della Guardia di finanza -, ha segnato la prosecuzione di un percorso operativo ormai consolidato da tempo alla sede di Messina, esaminando i punti di forza della collaborazione e le tematiche da affrontare per estendere e rafforzare la collaborazione, nel rispetto dell’accordo a livello regionale”.

Sono stati consolidati gli esiti dell’operazione ‘Estate in regola’, sviluppata sinergicamente dalle Fiamme gialle e dall’Ufficio provinciale Inps peloritani, constatando il raggiungimento di importanti risultati complessivi. In particolare, nel periodo giugno/settembre, finanzieri e funzionari Inps, con particolare riferimento al contrasto al lavoro sommerso, hanno eseguito 20 interventi, focalizzando l’attenzione ispettiva sulla posizione di 564 persone che, a vario titolo, sono risultate aver prestato attività lavorativa completamente ‘in nero’ (63), in modo irregolare (501), constatando violazioni amministrative per un importo di oltre 500mila euro ed evasione di contributi previdenziali per oltre 200mila euro.

Tra i soggetti individuati, 12 facevano parte di nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza e 7 sono direttamente percettori del beneficio. Le relative posizioni sono state ora congelate con la revoca del Rdc non spettante e l’avvio delle procedure di recupero delle somme indebitamente percepite. I controlli estivi hanno riguardato, in particolare, attività di ristorazione, lidi balneari, altre attività commerciali di vendita al dettaglio, attività di costruzioni residenziali, ambulanti, attività di elaborazioni elettroniche di dati, di installazione di impianti elettrici ed altro.

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