Mistretta, caso Sanzarello-Morra: interviene l’avvocato dell’ex senatore


Il caso Morra-Sanzarello ha provocato un vero e proprio “terremoto” politico l’ultimo giorno della campagna elettorale a Mistretta. Il candidato sindaco Sebastiano Sanzarello, in corsa per la poltrona di primo cittadino per il Comune amastratino, è stato definito dal presidente della Commissione nazionale antimafia, Nicola Morra, “impresentabile”, poiché rinviato a giudizio per concussione in concorso, in quanto la sua situazione giudiziaria contrasta con il codice di autoregolamentazione. L’ex senatore ha definito la vicenda “un attacco ad orologeria, a poche ore dall’apertura delle urne. Un aggressione ad arte al solo scopo di arrecarmi un danno“.

Sulla vicenda è intervenuto il legale di Sanzarello, l’avvocato Paolo Starvaggi, che in una dettagliata nota, replica al presidente Morra.

“Con riguardo alle notizie pubblicate in data odierna su alcuni organi di stampa nelle quali emergerebbe la possibilità che il sen. Sebastiano Sanzarello sia tra i politici c.d. “impresentabili” alle prossime elezioni amministrative nella regione Sicilia, si appalesa necessario precisare che, dagli atti del processo cui risulta sottoposto da ben 17 anni il candidato a sindaco di Mistretta, non risulta alcun coinvolgimento di questi nei fatti contestatigli e relativamente ai quali – si è certi – di ottenere una pronuncia di piena assoluzione.

Da non sottacersi, tra l’altro, il fatto che la vicenda per cui è processo risale agli anni 1999-2004 e che soltanto a causa della lentezza della giustizia italiana l’on. Sanzarello si trova – suo malgrado – ancora sotto “accusa” al punto da dover subire, oltre che l’onta di un processo penale per reati a lui estranei, anche un’esposizione mediatica assolutamente negativa che ne danneggia l’immagine.

Infine, quanto alla natura del codice di autoregolamentazione delle candidature, è opportuno altresì precisare che esso “è soggetto ad adesione volontaria” da parte delle singole forze parlamentari ed è privo di valore legislativo rispetto alla incandidabilità ed ineleggibilità dei soggetti che non rispondano ai criteri, non essendo connotate le sue disposizioni da precettività né assistite evidentemente da sanzioni, configurandosi piuttosto come regole di condotta non vincolanti sotto il profilo giuridico che, in caso di loro violazione, determinerebbero una responsabilità di carattere meramente etico-politico in capo ai partiti che se ne siano discostati.

La qualificazione dell’On. Sanzarello come impresentabile, pertanto, si ritiene gravemente lesiva della sua reputazione e fonte di responsabilità penali e non, atteso il principio costituzionale fondato sulla presunzione di innocenza di ogni cittadino fino a sentenza passata in giudicato e da una normativa che stabilisce tassativamente i presupposti per presentarsi o meno ad una competizione elettorale”.

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