È stata una tragica fatalità. È la conclusione a cui sono giunte le indagini condotte dalla Guardia Costiera di Sant’Agata di Militello, e coordinate dalla Procura del Tribunale di Patti, sull’incidente in mare che ha provocato la morte del medico ginecologo in pensione Mario Russa, stimato professionista originario di Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento, che per parecchi anni ha prestato servizio presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Santissimo Salvatore di Mistretta.

La Procura ha dissequestrato la salma dando così il via libera alla funzione funebre che si terrà domattina alle 11 nella chiesa di Santa Caterina a Mistretta.

La ricostruzione dei fatti

Il dottore Russa, insieme ad un suo amico con cui condivideva la passione per la pesca, si trovava a bordo di una piccola imbarcazione con la quale aveva preso il largo da Torremuzza, frazione marittima di Motta D’Affermo, per una battuta di pesca.

Al largo del porticciolo di Santo Stefano di Camastra, nell’atto pratico di tirare in barca l’ultima lenza, il medico avrebbe trovato resistenza: probabilmente il filo si era incagliato nell’elica del natante. L’uomo continua a tirare verso di se, avvicinandosi pericolosamente all’estremità dell’imbarcazione che, agitata dalle onde, gli fa perdere l’equilibrio facendolo finire in acqua. Il ginecologo in pensione cerca di darsi aiuto provando ad aggrapparsi alla barca provocando un brusco movimento della piccola imbarcazione che fa perdere l’equilibrio all’amico accorso all’estremità dell’imbarcazione per soccorrere il compagno in difficoltà, ma finisce anch’egli in mare.

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I due uomini in acqua vengono immediatamente notati e soccorsi dall’equipaggio a bordo di un peschereccio che transitava nei paraggi – Saranno loro a lanciare l’SOS allertando la motovedetta della Guardia Costiera dell’Ufficio Locale Marittimo di Santo Stefano di Camastra – Il personale del peschereccio impegnato nella pesca taglia le reti e si dirige a soccorrere i due uomini, entrambi in evidente stato di incoscienza. Caricati i due uomini a bordo il personale del peschereccio inizia le manovre di rianimazione cardio polmonare su colui il quale non dava alcun segno di vita, il dottore Russa. Manovre proseguite con insistenza dai soccorritori professionali del 118, una volta giunti sulla terra ferma, senza alcun risultato.

Il medico, che aveva avuto serie difficoltà a rimanere a galla, finisce soffocato dalla troppa quantità d’acqua ingerita. Gli stivali che calzava al momento della battuta di pesca, riempitisi d’acqua, hanno agito da zavorra, impedendogli di galleggiare e vanificando gli sforzi dell’amico che ha cercato in tutti i modi di sorreggerlo per consentirgli di respirare.

Se il personale di bordo del peschereccio non si fosse accorto di nulla sicuramente la comunità amastratina oggi piangerebbe non una, ma due vittime. L’uomo, che è riuscito a salvarsi grazie all’intervento dei pescatori, vittima passiva di una situazione che non è riuscito a controllare, si trova attualmente  ricoverato all’ospedale di Patti nella condizione definita dai sanitari con il termine “shock emotivo”.

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