Era stato trasferito lo scorso 14 gennaio, con una certa urgenza, nell’unità operativa di malattie infettive del Policlinico di Messina dove, per far fronte all’emergenza sanitaria in corso, è stata allestita un’area dedicata ai pazienti covid. Parliamo di Felice Castiglia, il 63enne amastratino, risultato positivo al tampone molecolare per la ricerca del virus SARS-CoV-2, che si è spento nell’odierna mattinata a seguito di un arresto cardio circolatorio determinato da una una polmonite interstiziale, caratterizzata da un forte processo infiammatorio originato dal Covid.

L’uomo era stato trasferito otto giorni fa da un’ambulanza del 118 nell’ospedale della città dello Stretto a seguito di una crisi respiratoria che, in continuo progredire, ha raggiunto livelli d’insufficienza tali da richiedere la ventilazione meccanica. Nel giro di 24 ore dal ricovero viene trasferito nel reparto di rianimazione dove, le condizioni, via via sempre più critiche, impongono ai sanitari l’utilizzo della postura prona, dedicata ai pazienti con insufficienza respiratoria acuta e viene adottata per migliorare l’ossigenazione e favorire il drenaggio delle secrezioni.

Ciò non è bastato. Nelle prime ore della mattinata di oggi Felice Castiglia, “il gigante buono” conosciuto e amato da tutti, si è spento lasciando l’intera comunità amastratina in lutto e la famiglia nella disperazione. L’uomo, scapolo, lavorava come pasticciere presso un noto Bar Ristorante di Mistretta e viveva insieme alla propria famiglia d’origine: la sorella, il fratello e la mamma ai quali questa redazione esprime sentimenti di cordoglio.

 

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