Mistretta -“E’ arrivato il momento di fare chiarezza. Una volta per tutte”. Ora è il presidente del consiglio comunale di Mistretta Felice Testagrossa a voler dire la sua sulla vicenda dei fondi rustici del Comune, sulle procedure, sul rispetto delle regole e in particolare sull’applicazione (non sull’approvazione che è cosa diversa) del cosiddetto protocollo Antoci per prevenire le infiltrazioni mafiose nel settore dei pascoli e dell’agricoltura. Ieri è stato il sindaco a intervenire con un comunicato stampa parecchio piccato. Oggi, con una lunga lettera e con questa intervista a Nebrodinews lo fa il presidente del consiglio comunale: “Nel leggere il comunicato stampa del sindaco si constata come ancora una volta i chiarimenti forniti dal primo cittadino abbiano il solo scopo di impartire lezioni politiche di correttezza, moralità e imparzialità, e anziché chiarire la sua posizione in ordine alla volontà di consentire l’utilizzo dei terreni comunali nel rispetto delle norme, si limita ancora una volta a lanciare strali, accuse e veleni nei confronti miei e del gruppo consiliare SosteniAmo Mistretta”.

Andiamo al dunque. Ci spieghi come sono andate le cose.

Certo. Da dove cominciamo?

Dal principio ovviamente.

E’ notorio che lo schema di regolamento comunale fondi rustici e la delibera di ricognizione e valorizzazione sono stati adottati dalla giunta nel lontano mese di aprile 2016. Ma il sindaco volutamente e intenzionalmente omette di dire che la proposta di deliberazione di giunta per l’approvazione dello schema di regolamento, predisposto dal responsabile di area e da un suo assessore, era stata depositata presso la segreteria già nel lontano 22 giugno 2015.

Ovvero dieci mesi prima.

Esatto.

E nel frattempo?

Nel frattempo stranamente e misteriosamente, nel silenzio più assordante, questa proposta, dopo l’esame da parte del sindaco e della giunta, è scomparsa, stranamente, non si trova più. Ma non c’è solo questo.

Dica pure.

Il sindaco omette di dire il motivo del mancato riscontro delle note con cui io il 24 settembre 2015 e poi il 7 marzo 2016 lo sollecitavo a provvedere all’adozione del regolamento già predisposto. Omette di dire che altro diverso schema di regolamento per la conduzione dei fondi rustici comunali è stato adottato con una deliberazione di giunta a distanza di circa un anno.

E poi cosa è successo?

Lo schema di regolamento una volta avuti i pareri è stato sottoposto dal sottoscritto all’attenzione del consiglio comunale immediatamente e per ben cinque volte: la prima il 18 maggio 2016 (ma la seduta come si ricorderà è stata rinviata all’unanimità in segno di solidarietà e vicinanza al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci bersaglio di un vile attentato); la seconda il 9 giugno 2016 ma la seduta è stata rinviata all’unanimità per motivi tecnici; la terza il 12 dicembre 2016 e la seduta è stata rinviata all’unanimità per motivi tecnici; la quarta il 19 dicembre 2016 e la seduta è stata rinviata all’unanimità per motivi tecnici; la quinta il 29 dicembre 2016 e la seduta è stata rinviata per mancanza del numero legale.

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Insomma siamo ancora al punto di partenza.

Più o meno. Perché il sindaco che afferma di operare nel pieno rispetto della legalità insieme alla giunta ha posto in essere un potenziale abuso d’ufficio sostituendosi ai funzionari comunali ed emanando l’avviso dell’11 maggio 2016 con cui espressamente autorizza “i conduttori dei fondi rustici ai quali è già stata inviata disdetta e il cui relativo contratto è scaduto, che dovranno presentare domanda ai fini dell’ottenimento dei contributi previsti dalla vigente legislazione e che intendono avvalersi della facoltà di esercitare il diritto di prelazione, ferme restando le determinazioni di competenza dell’ente”, a “presentare  le relative istanze inserendo le particelle dei fondi comunali condotti in affitto” aggiungendo che l’avviso valeva “ anche per coloro i quali, in possesso di tutti i requisiti previsti, hanno presentato all’ente regolari domande di subentro nel contratto, per le quali è in corso la relativa istruttoria volta all’ emanazione de i provvedimenti consequenziali”. In questo avviso il Sindaco precisa che i conduttori dei fondi rustici avrebbero avuto “la facoltà di avvalersi del diritto di prelazione, previsto dalla legislazione vigente, purché in possesso dei requisiti previsti, ivi comprese le prescrizioni contenute nel protocollo di legalità di cui alla deliberazione di Giunta Municipale n. 6 del 12 febbraio 2015.

Ma il protocollo di legalità che fine ha fatto?

Ancora oggi risulta disapplicato e anche in questo caso il sindaco omette volutamente e maliziosamente di precisare quali atti e/o provvedimenti egli la sua giunta abbia continuamente ed incessantemente continuato ad emanare con riferimento a tutti i terreni già disdettati e condotti ancora oggi, dagli ex detentori in forza al suo avviso; quale attività di controllo, in ossequio al protocollo di legalità abbia effettuato l’Ente, quali atti, e/o direttive egli abbia impartito all’ufficio competente con riferimento all’autorizzazione alla conduzione da lui autorizzate con l’avviso, stante che decine di allevatori, i cui contratti sono stati disdettati, lo hanno informato  di detenere i fondi, e di avere inoltrato la domanda prevista dai regolamenti comunitari per l’anno 2016, inserendo le particelle del fondo in oggetto detenuto; quali atti egli abbia posto in essere con riferimento ai rilievi formulati dal responsabile dell’area patrimonio, concernente il suo avviso, dove espressamente la stessa dichiara di non essere stata coinvolta in alcun modo nella predisposizione e stesura dell’avviso,  evidenziando che lo stesso non tiene conto della necessità di approvare preliminarmente appositi criteri regolamentari per i quali la sottoscritta già in data 16 giugno 2015 aveva predisposto apposita proposta, esitata dalla giunta, con modifiche, in data 11 aprile 2016 e da sottoporre al consiglio comunale. Si rammenta inoltre che l’ente nella gestione dei fondi rustici deve attenersi al rispetto delle procedure previste dal protocollo di legalità approvato dall’ente; quali atti egli abbia posto in essere stante che anche il segretario comunale, nel prendere atto dei contenuti sopra espressi dal responsabile dell’area patrimonio, comunicava di “condividere i  rilievi formulati, in merito all’avviso indicato in oggetto, nella precedente nota del responsabile dell’area economica-finanziaria del 23/05/2016 prot. 5171”.

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Da quello che dice lei emerge una situazione amministrativa confusa per non dire opaca. Il sindaco è di altra opinione: afferma di lavorare nell’interesse della collettività e nel rispetto delle regole.

Lui dice tante cose. Ma non spiega erché a tutt’oggi non abbia dato attuazione alle disposizioni impartite al responsabile dell’area patrimonio con sua nota prot. n° 5691 2016, dove, dando atto che la sua giunta ha approvato lo schema del regolamento dei fondi rustici e la  valorizzazione dei beni di proprietà comunale,  ha precisato che “ comunque il Regolamento fondi rustici non risulta essere né obbligatorio, né propedeutico alla concessione in affitto dei fondi rustici, i quali, difatti, sono stati già oggetto di contratti di affitto nei decenni scorsi anche in assenza di specifica regolamentazione. Perché il Sindaco non ammette chiaramente che, relativamente ai fondi i cui contratti risultano già disdettati, i medesimi in forza del Suo avviso dell’11/05/2016, con il quale autorizza la prosecuzione della conduzione dei fondi disdettati e nel contempo disapplica o meglio non tiene assolutamente conto del protocollo di legalità già sottoscritto, ha posto in essere una condizione di fatto, per cui i fondi non sono più ormai, nella disponibilità dell’Ente, non possono essere più valorizzati, non possono più essere messi a bando pubblico, (e che perciò nulla serve ormai approvare un regolamento comunale fondi rustici) e che pertanto, probabilmente, al fine di porre rimedio ad una gestione scellerata e allegra della vicenda de qua, al fine di evitare contenziosi certi per l’ente, dovrà procedere lui, con immediatezza, in sanatoria, alla stregua degli atti gestionali già dallo stesso posti in essere in sostituzione dei funzionari. Ciò, qualora abbia veramente a cuore gli interessi degli allevatori, al solo fine di tutelare e ridare loro la dovuta serenità. E non è finita qui.

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Mi dica.

Il sindaco continua nel tentativo maldestro di impartire lezioni di legalità tanto al presidente del Consiglio Comunale quanto ai consiglieri comunali suoi adepti, ma non spiega perché non abbia proceduto alla sostituzione del funzionario dirigente dell’area patrimonio atteso che la stessa: ha rilevato “la presenza di un conflitto di interesse e quindi di incompatibilità per venir meno di una condizione essenziale ovvero l’imparzialità per assenza di serenità di giudizio alle problematiche sottese, e chiede l’immediata sostituzione relativamente al procedimento di riesame delle domande da parte dei soggetti che hanno effettuato i versamenti in assenza di titolo contrattuale” ; ha chiesto “ che venisse nominato altro responsabile per l’istruttoria del procedimento, sia ordine alle richieste di rotazione dell’ufficio come misura prevista dal Pna e dal piano di prevenzione della corruzione approvato dall’ente, sia in ordine al potenziale conflitto di interessi per la trattazione di tale tematica”; perché non abbia proceduto alla rotazione del funzionario responsabile del servizio patrimonio, anche e soprattutto, secondo quanto rappresentato dal Segretario generale circa “l’esigenza di procedere ad una rotazione del soggetto incaricato della responsabilità del servizio patrimonio, che attualmente coincide con il capo area economico finanziaria”.

Il primo cittadino ha detto che nella seduta del 29 “stava per evidenziare e denunciare situazioni di incompatibilità, comportamenti anomali e fatti gravi”. A chi e a cosa si riferiva secondo lei?

Non so ma mi chiedo e chiedo a tutti: ha provveduto a segnalare tali fatti, situazioni e comportamenti  alle autorità competenti? Si riferiva anche al possibile conflitto di interesse ravvisabile con riferimento ad un suo ex Assessore, ad, un suo stretto familiare e ad un consigliere del gruppo politico di “Cambia Mistretta” che lo sostiene? Le responsabilità addebitate a lui ed  alla sua amministrazione, ma riconducibili a Suo dire ad altri soggetti, sono stati  fatti presente alle autorità competenti? Io condivido con il sindaco l’auspicio di un intervento delle autorità esterne affinché possa farsi definitiva chiarezza non solo sulla tematica “de qua” ma soprattutto alla discutibile conduzione dei lavori del consiglio comunale, dove l’anarchia e l’ostruzionismo a suo  dire, regnano sovrani con la direzione magistrale del sottoscritto, il quale, però, preso atto della Sua scriteriata ricostruzione della vicenda sui fondi rustici, coglie con la presente l’occasione per invitarlo formalmente a smettere di parlare soltanto di trasparenza e di rispetto della legalità e di iniziare, una buona volta, qualora ne sia capace, e ne abbia veramente la volontà, a metterli  in atto.