Montagnareale, polemiche sul bando alla società della moglie del sindaco


Un lavoro di oltre 3 milioni di euro realizzato tramite un accordo tra l’amministrazione guidata da Rosario Sidoti e la società “Coge Restauri srl” di Montagnareale, il cui amministratore unico è Maria Sidoti, moglie dell’attuale primo cittadino. Così i consiglieri del gruppo “UniamoMontagnareale”, Massimiliano Magistro Contenta, Simona Niosi e Maria Grazia Buzzanca hanno deciso di presentare di un esposto al presidente della Regione Siciliana, al Prefetto di Messina, alla Procura della Corte dei Conti e all’ANAC, l’autorità nazionale anticorruzione.

L’accordo si riferisce al bando pubblico per l’accesso ai contributi dei programmi impiegati per il recupero e la riqualificazione delle città. La società della moglie di Sidoti è stata l’unica ad aver presentato l’offerta per questo bando e nel 2018 l’assessorato regionale infrastrutture e mobilità ha approvato la graduatoria definitiva, ammettendo il progetto. Nel 2019 la Giunta Sidoti ha approvato lo schema di convenzione, il crono programma di spesa e l’impegno al cofinanziamento. L’ANAC, a seguito proprio dell’esposto dell’opposizione, ha avviato il procedimento, ha svolto l’istruttoria e il 21 ottobre 2020 ha inviato le sue valutazioni. I tre consiglieri, il 19 novembre scorso, a seguito di una interrogazione, hanno chiesto di conoscere le decisioni adottate dal sindaco in merito proprio alla delibera dell’Anac.

Il primo cittadino ha risposto: “Non posso che ribadire la necessità della mia astensione sull’argomento e ciò proprio per la notoria condizione di parentela, peraltro sottolineata dagli stessi consiglieri rispetto al titolare della “Coge Restauri”. In siffatta condizione chiedere al sindaco di adottare atti o assumere “decisioni” sarebbe come chiedergli di non rispettare le regole di legalità e trasparenza alle quali, invece, ogni amministratore ha l’espresso dovere di conformarsi”.

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