Nebrodi, via libera alla gestione dei fondi Fesr: 35 progetti per 32,9 milioni
La Regione Siciliana accelera sulla strategia territoriale per l’area interna dei Nebrodi. La giunta regionale, su proposta del presidente Renato Schifani, ha approvato lo schema di convenzione che riconosce l’Autorità territoriale dei Nebrodi come “organismo intermedio” nell’ambito del Pr Fesr Sicilia 2021-2027.
È un passaggio tecnico, ma decisivo. Significa che la coalizione dei Comuni potrà assumere funzioni di gestione e controllo sugli interventi selezionati all’interno della strategia territoriale. In altre parole, il territorio non sarà soltanto destinatario delle risorse, ma entrerà direttamente nella fase di attuazione, monitoraggio e verifica dei progetti.
L’area interna “Nebrodi” comprende 29 Comuni, con Sant’Agata di Militello nel ruolo di ente capofila. I progetti già individuati sono 35, per un valore complessivo di 32,9 milioni di euro. Riguardano un territorio ampio 1.167 chilometri quadrati, con circa 80 mila abitanti.
Mobilità, energia e turismo sostenibile
Gli interventi si muovono lungo alcune direttrici precise: mobilità locale sostenibile, efficientamento energetico degli edifici pubblici, sviluppo sociale, economico e ambientale integrato. Dentro questo quadro rientrano anche cultura, patrimonio naturale, turismo sostenibile e sicurezza.
Per i Nebrodi si tratta di una partita rilevante. L’area, vasta e frammentata, sconta da anni i limiti tipici delle zone interne: collegamenti difficili, spopolamento, distanza dai grandi centri di servizi, fragilità amministrativa dei piccoli Comuni. Il riconoscimento come organismo intermedio può consentire una gestione più aderente ai bisogni locali, a condizione che la coalizione riesca a trasformare la programmazione in cantieri, servizi e opere realmente misurabili.
Il via libera della giunta non chiude l’iter, ma apre la fase operativa. Adesso dovranno essere i dipartimenti regionali competenti — Autonomie locali, Energia, Infrastrutture e Pianificazione strategica — a firmare la convenzione per l’assegnazione delle funzioni, secondo le regole comunitarie e il sistema di gestione del programma Fesr.
Il passaggio successivo sarà la firma dell’accordo di programma tra il presidente della Regione e il referente del nuovo organismo intermedio. Sarà quell’atto a definire nel dettaglio i compiti per l’attuazione della strategia dell’area interna “Nebrodi” e a consentire lo sblocco della prima anticipazione delle somme previste.
I Comuni coinvolti
La coalizione comprende Sant’Agata di Militello, ente capofila, e altri 28 Comuni: Acquedolci, Alcara li Fusi, Capizzi, Capri Leone, Caronia, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Floresta, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Motta d’Affermo, Naso, Pettineo, Raccuja, Reitano, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Salvatore di Fitalia, Santo Stefano di Camastra, Sinagra, Torrenova, Tortorici, Tusa e Ucria.
I Nebrodi diventano così la terza area interna siciliana a ottenere il via libera della giunta regionale come organismo intermedio, dopo Madonie e Troina. Un tassello che si inserisce nel più ampio disegno delle politiche territoriali del Pr Fesr 2021-2027.
La mappa siciliana delle strategie territoriali
In totale sono sedici, su diciannove, le autorità urbane e territoriali che hanno già chiesto il riconoscimento come organismi intermedi. Tra queste figurano sette aree urbane funzionali — Palermo, Messina, Catania, Ragusa, Siracusa, Gela e Caltanissetta — e nove aree interne: Madonie, Calatino, Mussomeli, Troina, Nebrodi, Corleonese-Sosio-Torto, Santa Teresa di Riva delle Valli Joniche, Val Simeto-Etna e Sicani.
Le verifiche sui requisiti delle coalizioni sono in corso e vengono condotte dal dipartimento Programmazione della Presidenza della Regione, Autorità di coordinamento dell’Autorità di gestione Fesr 2021-2027, insieme ai dipartimenti responsabili degli interventi.
Alcuni territori hanno già superato anche la fase successiva: le Fua di Ragusa e Siracusa e l’area interna Madonie hanno firmato gli accordi di programma con il presidente della Regione.
La dimensione finanziaria complessiva è significativa. Le risorse ripartite ammontano a 648 milioni di euro per otto aree urbane funzionali e a 339 milioni per undici aree interne. Considerando anche i sistemi intercomunali di rango urbano e l’area delle isole minori, le somme destinate alle politiche territoriali, distribuite tra 27 coalizioni, raggiungono 1 miliardo e 257 milioni di euro.
Per le coalizioni riconosciute come autorità urbane e territoriali ma non ancora come organismi intermedi, le funzioni di attuazione, monitoraggio e controllo resteranno invece in capo ai dipartimenti regionali. Per i Nebrodi, adesso, la sfida cambia livello: non più soltanto ottenere le risorse, ma dimostrare di saperle governare.