Ci sarà la proroga di trenta giorni del divieto di mobilità tra Regioni, che scade il 25 febbraio, tra le decisioni che prenderà questa mattina il Consiglio dei ministri. Sul tavolo della squadra di Draghi anche altri temi: vacciniscuolaristori e revisione dei parametri con eventuali restrizioni dove la circolazione del virus è più elevata.

Saranno inoltre confermate le disposizioni sugli spostamenti tra piccoli Comuni e la regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un’altra abitazione privata massimo in due persone, con i figli minori di 14 anni.

Nel primo pomeriggio di domenica, l’esecutivo guidato da Mario Draghi ha convocato un incontro con i governatori per discutere le misure del decreto legge per il contrasto dell’epidemia che dovrà essere approvato nel Cdm e che, dunque, avrebbe una durata fino al 27 marzo. L’obiettivo del vertice è stato anche quello di iniziare a prendere in considerazione le norme del nuovo Dpcm che sostituirà quello in scadenza il 5 marzo.

Presto un incontro sui vaccini ai professori – Mariastella Gelmini ha inoltre manifestato l’intenzione di organizzare, appena possibile, un incontro tra il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e i presidenti di Regione per parlare dei temi della scuola e della vaccinazione degli insegnanti.

Le richieste delle Regioni – Accelerare la campagna vaccinale, rivedere la tempistica dei provvedimenti e la revisione dei parametri che regolamentano le zone, prevedere indennizzi anche per le chiusure locali e coniugare la sicurezza sanitaria con la ripresa economica. Sono state queste, in sostanza le richieste che la Conferenza delle Regioni ha inoltrato al governo.

Vaccini – Le Regioni hanno definito come priorità assoluta la campagna vaccinale. “Il meccanismo sta andando troppo a rilento – si legge nel documento – il problema adesso risiede nell’approvvigionamento delle dosi, che dipende dal governo. Sarebbe auspicabile e urgente una valutazione circa il diretto coinvolgimento delle nostre aziende nel processo produttivo, tenendo presente che vi sono aziende e filiere nazionali in grado di realizzare alcune fasi della produzione”.

Revisione dei parametri – Le Regioni hanno poi chiesto “una revisione dei parametri e la contestuale revisione del sistema delle zone, nel senso della semplificazione, che passi funzionalmente anche da una revisione dei protocolli per la regolazione delle riaperture. Si richiede un cambio di passo che consenta di coniugare le misure di sicurezza sanitaria con la ripresa economica e delle attività culturali e sociali”.