L’AgEa, l’ente che eroga i finanziamenti stanziati dall’Ue per i produttori agricoli, non si è costituita parte civile nel processo scaturito dall’Operazione Nebrodi, l’inchiesta della Procura di Messina guidata da Maurizio De Lucia che il 15 gennaio scorso portò all’arresto di 94 persone e che ha decapitato la mafia dei Nebrodi.

Si tratta di un vero e proprio paradosso inspiegabile visto che l’Ente governativo è la principale vittima della truffa milionaria tra le parti del procedimento a 133 tra boss, insospettabili professionisti e gregari dei clan tortoriciani, in corso a Messina.

Secondo l’inchiesta i clan storici di Tortorici, i Batanesi e i Bontempo Scavo, avrebbero intascato indebitamente fondi europei per oltre 5,5 milioni di euro, anche grazie all’aiuto di un notaio compiacente e di funzionari dei Centri Commerciali Agricoli (CCA) che istruiscono le pratiche per l’accesso ai contributi europei per l’agricoltura.