Il Parco dei Nebrodi ha deliberato la costituzione di parte civile nell’ambito del processo per l’“Operazione Nebrodi”, la maxi-inchiesta delle truffe all’Unione Europea, sfociata nel blitz del 15 gennaio scorso che ha portato all’arresto di 94 persone. 

Lo riferisce la Gazzetta del Sud in edicola oggi. L’istanza formalizzata all’udienza preliminare attualmente in corso presso l’aula bunker del carcere di Gazzi a Messina. L’avvocato di Sant’Agata di Militello Salvatore Meli rappresenterà l’Ente Parco.

Intanto sono stati quattro i patteggiamenti decisi ieri dal gup del Tribunale di Messina, Monia De Francesco, nell’ambito dell’operazione “Nebrodi”, la cui udienza preliminare è in corso davanti al gup Simona Finocchiaro.  Lo scorso 18 novembre erano state 4 le richieste di patteggiamento della pena, avanzate da Giuseppe Condipodero Marchetta, di Brolo, Antonino Russo, Enza Tindara Parisi e Marco Merenda. Ieri ha patteggiato la pena il brolese Condipodero Marchetta, che è stato assistito dall’avvocato Carmelo Occhiuto, ad 1 anno di reclusione in “continuazione” con la condanna che ha subito a suo tempo al maxi-processo dell’operazione “Mare Nostrum”, scattata il 6 giugno 1994.

Gli altri tre, Russo, Parisi e Merenda, i quali sono stati difesi dall’avvocato Lucio Di Salvo, hanno patteggiato 1 anno e 4 mesi di reclusione. Tutti e 4 rispondevano, a vario titolo, di una serie di reati, di truffe aggravate, dall’agevolazione, all’associazione mafiosa.