Saldo e stralcio per le cartelle fino a 5 mila euro a partire dal 2015, rottamazione per le altre senza calcolare interessi e sanzioni e addio ai codici ateco per i ristori, che scompaiono anche come termine per lasciare spazio al sostentamento alle partite Iva. Sono alcune delle novità contenute nel nuovo decreto in preparazione e che probabilmente verrà approvato nei giorni seguenti al giuramento dei sottosegretari.

La nuova pace fiscale che il governo Draghi si appresta a mettere in campo dovrebbe prendere il via già nel mese di giugno. Per allineare il calendario della nuova rottamazione sarà possibile una proroga del pagamento delle rate dei piani di rottamazione in essere di due mesi. Come detto, le cartelle interessate sono quelle emesse dal 2015, ma a differenza del saldo e stralcio del 2018, questa volta è più alto l’importo dei ruoli interessato all’annullamento delle cartelle: 5 mila euro. E oltre questa soglia? Ci sarà una nuova forma di rottamazione con una dilazione delle rate su due anni senza, ma senza dover calcolare interessi e sanzioni, pagando dunque solo il valore della cartella per due anni. L’obiettivo è anche quello di alleggerire il lavoro dell’agenzia delle entrate-riscossione, schiacciata da un arretrato sulle cartelle di circa mille miliardi.

Secondo indiscrezioni il Governo manderà in pensione i celebri quanto discussi «ristori» a favore di un nuovo termine che indichi gli indennizzi che spettano alle attività economiche colpite dalla pandemia e costrette a chiudere o a ridurre l’orario di esercizio. Si dovrebbe, quindi, dire addio ai codici ateco delle attività e puntare sulle partite Iva, allargando così la platea dei beneficiari degli aiuti, includendo quei professionisti rimasti finora esclusi. Altra novità riguarderà il criterio con cui si calcolerà la percentuale di ristoro: ora a contare sarà il calo di fatturato su base annuale che potrebbe essere del 33% del 2020 rispetto al 2019, abbandonando dunque il parametro di riferimento del mese di aprile

Il ministero dell’Economia ha comunicato che è in corso di redazione il provvedimento che differirà il termine del primo marzo 2021 per il pagamento delle rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio”. Il termine riguarda le rate del 2020 ancora non versate a cui si aggiunge la prima rata del 2021 della rottamazione-ter. Il provvedimento entrerà in vigore successivamente al primo marzo 2021 e i pagamenti, anche se non intervenuti entro tale data, saranno considerati tempestivi purché effettuati nei limiti del differimento che sarà disposto.