Si è svolto questa mattina il sopralluogo all’Antica Fornace di Patti, richiesto nei giorni scorsi dall’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, a seguito del crollo di una parte dell’edificio.

Al sopralluogo, disposto dalla Soprintendente dei Beni culturali di Messina, Mirella Vinci, erano presenti il sindaco di Patti, Mauro Aquino e l’assessore alla Cultura, Cesare Messina, i tecnici della Soprintendenza Osvaldo Prestipino e Antonello Pettignano, il rappresentante dell’ufficio di gabinetto dell’assessore Samonà, Nino Testa.

La Fornace, di proprietà di privati, già dal 1985 è stata sottoposta a vincolo in virtù del riconosciuto interesse storico-artistico ed etnoantropologico quale significativa testimonianza della locale tradizione artigianale nella produzione delle ceramiche. Già al momento dell’apposizione del vincolo era stato rilevato lo stato di degrado per il quale la proprietà era stata invitata ad intervenire. Sul bene, che ha una particolare rilevanza per la memoria della comunità, il Comune ha già deliberato l’acquisizione.

“L’Antica Fornace di Patti – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonàrappresenta una testimonianza preziosa dell’economia del territorio sulla quale intendo porre massima attenzione consapevole del valore storico e simbolico che la produzione ceramica ha rappresentato per il territorio di Patti e tutta l’area nord-orientale della Sicilia. La proprietà privata del bene e l’interesse manifestato dal Comune all’acquisizione sono elementi importanti da approfondire per una pianificazione dei possibili interventi. Con il sindaco Aquino e l’assessore Messina sono in corso interlocuzioni per individuare le migliori soluzioni nell’interesse del territorio. Mi piace evidenziare che il Governo Musumeci – dice l’assessore Samonà – è ampiamente impegnato nel processo di recupero e salvaguardia degli opifici della Sicilia quali testimonianze dell’operosità e dello sviluppo economico dei territori; in tal senso, sono in corso, ad esempio, i lavori di recupero e trasformazione in spazio espositivo e laboratorio dell’ <antico Stazzuni> di Partanna, in provincia di Trapani”.

“Dall’indagine effettuata questa mattina – ha affermato la Soprintendente di Messina, Mirella Vinciabbiamo rilevato che il crollo ha inciso sull’area perimetrale mantenendo inalterato, seppur precario, lo stato della struttura produttiva della quale è possibile vedere ancora le due elevazioni interne”.

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