E’ l’argomento che in questo momento, in paese, tiene banco in ogni luogo di aggregazione. Sono passati circa 20 giorni da quel Consiglio comunale in cui si è dibattuto ed esaminato il riconoscimento del debito fuori bilancio e l’autorizzazione alla transazione, ma, ciò nonostante, nel piccolo centro di Pettineo non si fa che parlare delle 30mila euro che il Comune ha dovuto versare ad un ex assessore comunale, ponendo fine all’annosa vicenda che ha visto protagonisti il comune di Pettineo e un ex assessore comunale dello stesso Ente il quale, ad una settimana dal fine mandato, prima delle amministrative del 2017, presenta il conto relativo alla propria indennità di carica che, fino ad allora non aveva richiesto.

Secondo le diverse affermazioni raccolte in giro, a far scoppiare la polemica pare sia stato il fatto che l’ex assessore, sotto accusa da molti pettinesi, in sede di campagna elettorale, unitamente al resto della compagine politica, avrebbe promesso ai cittadini di Pettineo di rinunciare all’indennità di carica, per poi, a fine mandato, presentare un conto pari a 36.333,00 euro. Abbiamo avuto modo di riscontrare dalla deliberazione del Consiglio comunale, sul sito del Comune di Pettineo, che l’ex assessore in questione, in sede di attribuzione delle deleghe, il 23 maggio 2012, aveva firmato l’atto di rinuncia, ma solo però sino al 31 dicembre dello stesso anno.

Dal primo gennaio 2013 all’11 giugno 2017, data quest’ultima di fine mandato, contrariamente a quanto avrebbe affermato in campagna elettorale, l’ex amministratore non risulta aver sottoscritto nessun altro atto di rinuncia, ma risulta aver votato bilanci nei quali non si evincono capitoli in cui accantonare somme che sarebbero servite a pagare le indennità di carica agli amministratori. A questo punto l’ex assessore è legittimato a chiedere quanto giustamente gli spetta di diritto, ma la cosa non viene “digerita” dai tanti cittadini che si sentono presi in giro che – a loro modo di vedere la cosa – avrebbe disatteso la promessa che, oggi, alla luce dei fatti, sembra essere stata fatta al solo scopo di ampliare il proprio consenso popolare in vista della tornata elettorale.

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Una promessa elettorale non mantenuta, in buona sostanza. Una come tante che però molti i cittadini non è andata giù. Gli stessi cittadini che indignati non fanno altro che parlare della questione che definiscono ingiusta dal punto di vista etico e morale.

Ma torniamo ai fatti. L’ex amministratore, una settimana prima che terminasse in proprio mandato al comune di Pettineo, inoltra formale richiesta di corresponsione dell’indennità di carica/funzione alla quale il Comune non presta particolare attenzione. Passa qualche mese e, tramite legale, lo stesso ex amministratore, reitera la richiesta quantificata in 36.333,00 euro. Il comune di Pettineo fa orecchie da mercante e, a questo punto, l’ex assessore si rivolge al Tribunale esigendo, legittimamente, l’emissione di un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo al quale il Comune, in un primo momento, si oppone.

Il Giudice, carte alla mano, in assenza di atti formali, che comproverebbero la chiara volontà dell’ex amministratore di rinunciare all’indennità di carica/funzione, nel periodo compreso tra 01.01.2013 e l’11 giugno, sembra intenzionato a riconoscere le ragioni dell’assessore. La spesa, a carico dell’Ente, chiaramente, inizia a lievitare per via delle spese legali. L’avvocato nominato dal Comune di Pettineo percepisce che le cose stanno per mettersi male e dunque suggerisce all’Amministrazione di seguire la strada più vantaggiosa per l’Ente: una proposta transattiva.

A questo punto al Comune di Pettineo non resta altro da fare che chiudere la partita versando la somma complessiva di 30 mila euro all’ex assessore comunale, il quale, dal canto suo, rinuncia a mettere in esecuzione il decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Patti, successivamente notificato con formula esecutiva all’Ente, per il credito vantato che nel frattempo era arrivato a sfiorare i 40 mila euro.

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La proposta passa al vaglio del Consiglio comunale che il 30 dicembre riconosce il debito fuori bilancio e vota all’unanimità l’autorizzazione della transazione accettando la proposta transattiva, sancendo la chiusura dell’annosa vicenda che vede protagonisti, da un lato il Comune dell’entroterra tirrenico, e dall’altro un ex assessore comunale dello stesso Ente, il quale riesce a recuperare le l’indennità di carica/funzione, che gli spettavano per i quattro anni e mezzo di amministrazione, ma apre in paese, tra la gente, un dibattito più ampio intorno al comportamento pratico dell’ex assessore dal quale emerge l’ipertrofia delle promesse elettorali e la fine della coerenza politica che cancella i limiti della ragionevolezza.

Sulla questione abbiamo sentito il primo cittadino di Pettineo, Domenico Ruffino, che però non ha voluto entrare nel merito della questione, limitandosi ad invitare i cittadini a leggere le sue dichiarazioni rese nella seduta del  Consiglio Comunale dello scorso 30 dicembre.  Ruffino ci ha tenuto a sottolineare che l’ex assessore in questione, nel corso della sua attività amministrativa, ha accumulato un numero di assenze elevato (circa 80%) alle sedute di Giunta comunale.