La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina sembra essere nuovamente finita in un nulla di fatto, dopo l’esclusione dell’opera dalla lista delle infrastrutture realizzabili attraverso il PNNR, piano nazionale di rilancio e resilienza,  varato dal Governo Draghi per accedere alle risorse del Recovery Fund.

A ripartire la partita è Davide Faraone, capogruppo al Senatori di Italia Viva, che, intervenuto ai microfoni di ‘Scirocco’, ha parlato della volontà della maggioranza del Parlamento di realizzare comunque l’opera: “Sul tema del Ponte, vedrete, ci saranno grandi sorprese nei prossimi giorni. Chi dice che è stato escluso per sempre dai programmi del Governo, probabilmente dovrà ricredersi. Aspettiamo l’esito dei lavori della commissione, c’è una vastissima maggioranza in Parlamento che vuole questa grande opera”. 

Per l’esponente renziano il Ponte sullo Stretto di Messina potrebbe ottenere il via libera della Commissione tecnica entro pochi giorni.

“Una volta che l’iter è tecnico sarà compiuto – spiega il senatore di Italia Viva – sarà il momento della scelta politica. Per questo sono ottimista. Sono convinto che i tempi siano strettissimi. Il non inserimento nel PNNR ha una ragione tecnica,  in quel piano ci sono soltanto le opere pubbliche che possono essere realizzate entro il 2026. Quel che conta è che il Ponte rientra tra le opere strategiche da realizzare. Anche con risorse nostre. C’è uno studio che parla di vantaggi economici per la Sicilia di quasi 50 miliardi in venti anni, rispetto a un costo di 4 miliardi. Ed è un’analisi credibile”. 

 

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