Raddoppio ferroviario Messina-Palermo, Laccoto: “Sfruttare fondi europei”


Occorre sfruttare i fondi europei per realizzare il completamento del raddoppio ferroviario Messina-Palermo nella tratta Patti-Castelbuono. A tal proposito è necessaria una iniziativa forte del governo regionale che deve avviare interlocuzioni ai massimi livelli per giungere alla definizione di un’opera che rappresenta una priorità in termini di sviluppo economico e turistico dell’intera provincia di Messina e della costa settentrionale della Sicilia“.

Sono le parole del deputato regionale di Italia Viva e sindaco di Brolo Giuseppe Laccoto che ricorda come il piano decennale delle Ferrovie dello Stato abbia privilegiato l’itinerario alta velocità-alta capacità Palermo-Catania-Messina a discapito proprio della tratta Palermo Messina.

Non c’ero io al governo quando è stata presa questa decisione – afferma ancora Laccoto –. Si è deciso di confermare questo buco nero di 80 chilometri tra Castelbuono e Patti, di fatto ostacolando la crescita di un territorio straordinario a grande vocazione turistica, ma davvero non ha senso lasciare opere incompiute che danneggiano l’immagine e impediscono lo sviluppo economico-occupazionale“.

Lo scorso aprile Laccoto ha presentato una interrogazione parlamentare per sollecitare il completamento del raddoppio ferroviario: “Ma finora non ho avuto alcun riscontro. A breve presenterò una mozione che mi auguro possa essere accolta trasversalmente dall’intera deputazione messinese per esortare il governo ad intraprendere una decisa azione finalizzata ad intercettare finanziamenti europei di qualunque natura (PON, POC, POR FESR) per la redazione del progetto esecutivo del completamento del raddoppio ferroviario della tratta Messina Palermo. Quest’opera – secondo Laccoto – deve essere al centro di un piano integrato di sviluppo che ponga la modernizzazione e il completamento delle strade e di tutte le infrastrutture a servizio del territorio, delle imprese, dei visitatori e dei residenti: senza questa condizione non vi è crescita e non vi è futuro“.

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