L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il rinvio delle elezioni nelle ex Province. Sono stati 31 i voti a favore del ddl, 0 contrari e 2 astenuti. I deputati del M5s non hanno votato. Il voto, che doveva svolgersi il 19 aprile, è previsto tra il 15 settembre e il 15 ottobre, intanto saranno prorogati gli incarichi dei commissari.

L’ok alla norma di rinvio, già bocciata una volta dall’Ars, era arrivato ieri dalla Commissione Affari istituzionali che aveva esitato il disegno di legge n. 678/A Stralcio sul ‘Rinvio delle elezioni degli organi degli enti di area vasta. Dopo un primo sì in commissione e dopo uno stop a Sala d’Ercole la norma era tornata in commissione per alcune modifiche. In assenza di accordo fra maggioranza e opposizione con voti trasversali, la norma aveva ripreso il suo iter con alterne fortune. Per il governo il voto nelle ex Province era ormai fissato ad aprile ma pezzi della stessa coalizione volevano un rinvio per consentire anche alle amministrazioni locali al rinnovo a maggio di poter partecipare alla scelta degli organi elettivi di area vasta. Adesso quella richiesta è stata esaudita.

“Insediare entro aprile le Assemblee dei sindaci dei Liberi Consorzi e delle città Metropolitane per garantire collegialità e partecipazione migliorando l’attività delle ex province già prima delle elezioni di secondo livello”. Lo ha detto in Aula  il capogruppo Pd Giuseppe Lupo illustrando ai parlamentari dell’Ars un emendamento al ddl  sul voto per le ex Province.

“Non ci stiamo, quella in corso è una inutile pantomima che nasconde interessi esclusivamente politici e che non tiene in nessun conto i servizi al cittadino. È un gioco da cui ci tiriamo fuori”. Lo hanno affermato in Aula i deputati del M5S al’Ars, annunciando la non partecipazione al voto sul ddl relativo alle elezioni delle ex Province.
“Siamo stati sempre contrari alle Province – ha affermato Gianina Ciancio ma abbiamo perso la grande occasione di eliminare poltrone, doppioni, stratificazione di competenze e rimpalli di responsabilità.  Quello di cui si discute da anni, ormai, a causa anche della legge Delrio, non è né carne né pesce. Fino a quando non affronteremo il problema dei servizi al cittadino, votare ora o a settembre non fa nessuna differenza”.
“Non abbiamo partecipato alla votazione – ha aggiunto la deputata  Elena Pagana per prendere le distanze dal metodo utilizzato sia in commissione che in aula. Non è la prima volta che si rinviano le elezioni e che gli sforzi di un’intera assemblea si concentrano su questioni meramente legate ad obiettivi politico-elettorali, mentre la Sicilia aspetta risposte e responsabilità. Mi auguro che lo stesso impegno e celerità profusi per il rinvio delle elezioni lo si possa vedere anche in altre occasioni”.
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