Salvatore Miano, l’uomo che ha portato Internet sulle montagne dei Nebrodi
Di giorno sulle montagne a installare ponti radio, la sera a progettare i collegamenti successivi. Per Salvatore Miano la rete ha preso forma così: raggiungendo le postazioni, montando le apparecchiature, tornando a casa per studiare e configurare quelle che sarebbero servite l’indomani. Prima di diventare un servizio da utilizzare nelle abitazioni e nelle imprese, Internet è stato un lavoro da fare sul territorio, misurandosi con le distanze, il vento e la neve dei Nebrodi.
Il punto di partenza è Galati Mamertino, paese della montagna messinese dove Miano ha trasformato una passione per l’informatica in un’attività e poi in un’infrastruttura. La sua impresa di telecomunicazioni, MAXI WIFI, nasce nel 2005. Ma per trovare l’origine di questa storia bisogna tornare indietro, agli anni di Windows 95 e ai computer che utilizzava a casa degli amici.
Il computer degli altri e la voglia di capire
Da bambino Miano osserva chi ha già un computer, fa domande, cerca di comprendere i passaggi. Non dispone degli strumenti che oggi consentono di seguire un corso online o di trovare un tutorial per ogni problema. Impara attraverso le occasioni che riesce a procurarsi, studiando da solo e provando a riprodurre ciò che ha visto fare.
A interessarlo è soprattutto quello che accade quando qualcosa si inceppa. Il guasto diventa una domanda alla quale cercare una risposta, un motivo per approfondire.
«Sono sempre stato curioso di capire come funzionassero le cose e cercavo di aggiustarle da solo», racconta.
Le competenze si accumulano attraverso lo studio e i tentativi. È un apprendistato senza un percorso prestabilito, nel quale ogni problema risolto permette di affrontarne un altro. Da questa esperienza nasce ASSOPCTECH, la prima attività informatica aperta a Galati Mamertino: vendita e assistenza, poi siti web, sicurezza informatica e videosorveglianza.
Il lavoro cresce attorno alle necessità dei clienti. A un certo punto, però, la sfida cambia dimensione: occorre costruire i collegamenti che consentano alle persone di accedere alla rete.
Il primo cliente, poi una rete da costruire
Nel 2005, con MAXI WIFI, Miano comincia a sviluppare una rete di telecomunicazioni nei Nebrodi. La conformazione del territorio entra subito nel progetto: montagne da superare, postazioni da raggiungere, apparati da installare e mantenere in funzione.
«Non ci credeva nessuno, ma io sì. Ci credevo fortemente», ricorda.
Si parte dal primo cliente. Gli altri arrivano gradualmente, mentre le risorse vengono reinvestite nell’acquisto di apparecchiature e nello sviluppo di infrastrutture proprie. La crescita procede insieme alla costruzione della rete: nuovi utenti, nuovi collegamenti, altre installazioni.
Nelle prime fasi Miano segue personalmente il lavoro sul campo e la progettazione. Le giornate continuano anche dopo il rientro dalle postazioni, tra lo studio dell’infrastruttura e la preparazione degli apparati. Il collegamento da attivare richiede lavoro prima di salire in montagna e attenzione anche dopo essere scesi.
È qui che la storia dell’impresa incontra quella del territorio. Portare una connessione in un paese montano significa assumersi anche l’impegno di mantenerla, intervenendo quando le condizioni diventano più difficili.
Il lavoro che non si vede dietro una connessione
Per chi lo utilizza, Internet è un servizio quotidiano. Dietro ci sono postazioni esposte al maltempo, apparecchiature da controllare, danni da riparare. Sui Nebrodi la manutenzione deve fare i conti con neve, ghiaccio, vento e temperature sotto lo zero; in estate, con il caldo intenso.
«Le difficoltà sono sempre tante. Tenere in piedi un’infrastruttura così grande nei paesi di montagna significa essere pronti a intervenire in qualsiasi momento e con qualsiasi condizione meteorologica», spiega Miano.
Nel tempo, il lavoro si è allargato a un’organizzazione che coinvolge circa venti persone tra operai, ingegneri, consulenti informatici e installatori esterni. Alle infrastrutture wireless si sono aggiunte la realizzazione e la gestione di reti in fibra ottica FTTH, che portano il collegamento direttamente negli edifici, e i servizi di telefonia per famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni.
Da Galati Mamertino l’attività si è estesa nei Nebrodi e in altre aree della Sicilia, attraverso infrastrutture proprie e collaborazioni con altri operatori.
Studiare ancora, condividere la strada
Miano continua a definirsi attraverso il modo in cui ha imparato: studiare, sperimentare, confrontarsi. L’esperienza acquisita non ha esaurito il bisogno di fare domande.
«Mi stimola confrontarmi con chi ha studiato, con chi ha una laurea e con i colleghi del settore. Ognuno ha qualcosa da insegnare e dal confronto si può sempre imparare qualcosa di nuovo».
Nel racconto di questi anni trova posto anche la moglie, che lo ha affiancato nell’attività. Miano le riconosce una parte importante del percorso, soprattutto nei periodi in cui far crescere l’azienda ha richiesto più tempo, energie e sacrifici.
I prossimi investimenti riguardano la fibra ottica, il miglioramento della rete e l’ampliamento dei servizi. Il lavoro continua a partire da Galati Mamertino, dove quella curiosità per i computer è diventata un mestiere. E dove una connessione, prima di arrivare sullo schermo di qualcuno, deve ancora fare i conti con la montagna.