Sono in corso i lavori di restauro degli affreschi custoditi nel Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne, in particolare nella chiesetta semirupestre riconfigurata e annessa al Museo, a San Marco d’Alunzio.

Oggetto dell’intervento sono gli affreschi rinvenuti nel 1953 e risalenti al XII secolo d.C., che raffigurano quattro icone lacunose di Santi paludati, il Pantocratore e una Madonna Hodigitria arricchita da elementi decorativi. L’ultimo intervento restaurativo risale ormai agli anni Novanta, ed è dunque precedente all’inaugurazione del Museo, avvenuta nel 1998, sotto la guida dell’allora sindaco Celestino Priola e dell’assessore Patrizia Musarra.

L’importante progetto, fortemente voluto dal Sindaco Dino Castrovinci e dalla sua Amministrazione Comunale, è attualmente finanziato grazie ad un contributo regionale, destinato ai Comuni aderenti al club de I Borghi più belli d’Italia, sarà realizzato dagli esperti restauratori Davide Rigaglia e Maria Labriola, sotto l’alta sorveglianza delle dottoresse storiche dell’arte Maria Katja Guida e Virginia Buda, per conto della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina. Utile, nella fase preliminare di supporto ai restauratori, è stato il contributo del dr. Francesco Armeli, della dr.ssa Maria Teresa Rabbone e del geom. Antonello Pettignano.

Le fasi del restauro prevedono, dapprima, la rimozione delle patine di sali, che affiorano sulla superficie pittorica e che oggi occultano i colori e la figurazione, e, successivamente, la rimozione di tutti gli interventi non idonei, ascrivibili a restauri passati. In questo modo, verrà restituita la corretta lettura della materia originale. Solo alla fine, saranno integrate le lacune degli strati preparatori e della pellicola pittorica.

“Il nostro auspicio – commentano gli amministratori aluntini – è infine che, oltre a quanto già in cantiere, possa essere ammesso a finanziamento un interessante progetto presentato al MIBACT, lo scorso giugno, in collaborazione con il dr. Benedetto Di Fazio e il dr. Rigaglia. La progettazione, che prevede la digitalizzazione e, dunque, l’innovazione del Museo Bizantino, è stato portato a termine durante la scorsa primavera, nonostante l’emergenza sanitaria in atto, grazie anche alla disponibilità delle dipendenti Lina Scuderi, Mariella Valore e Liliana Notaro.

Di certo il cospicuo patrimonio aluntino di opere ed edifici storici, da un lato, costituisce un vanto per la Comunità, dall’altro rende necessario mettere in atto sia interventi di manutenzione, utili a scongiurare l’altrimenti necessario decadimento, sia interventi di carattere strutturale e, certamente, assai onerosi. Questa consapevolezza, che il Sindaco manifestava già prima della sua elezione, sia per professione sia nel ruolo di consigliere di minoranza che rivestiva, ha ispirato diversi interventi di manutenzione: alcuni finanziati dallo stesso bilancio comunale e realizzati spesso con l’ausilio dei nostri dipendenti, come è accaduto ad esempio per Casa Meli; altri si sono resi possibili grazie all’erogazione di un contributo destinato ai Comuni fino a 20.000 abitanti, in seguito al quale, nell’autunno dello scorso anno, sono stati eseguiti i lavori di manutenzione della copertura e degli infissi della Badia Nica e di Casa Crimaldi e, dunque, del Museo Idea.

E’ bene ricordare che, poco dopo l’insediamento di questa Amministrazione, grazie ad un finanziamento regionale, sono stati consegnati e portati a termine i lavori sul tetto della chiesa di Aracoeli, la cui navata centrale era stata ristrutturata per l’ultima volta negli anni cinquanta. La fase progettuale dell’intervento era stata seguita dal Sindaco, allora consigliere di opposizione, in collaborazione con l’ing. Dario Rocco, su incarico della Commissione della Festa del SS. Crocifisso.

Non è mancata l’attenzione nei confronti della preziosissima eredità costituita dal Tempio d’Ercole, grazie al lavoro svolto dall’arch. Ilaria Indriolo, che ha realizzato sull’argomento la propria tesi di laurea. Ma sono diverse le tesi realizzate da studenti appartenenti non solo agli atenei siciliani, ai quali questa Amministrazione ha fornito e fornisce supporto.

Non è stata esclusa dalla progettazione neppure la zona archeologica di vico II Farinata, inserita in uno stralcio progettuale che interessa una porzione del centro storico, finanziato con il Bando Periferie della Città Metropolitana di Messina. Al medesimo contesto urbano è altresì indirizzato un progetto sull’ospitalità diffusa.

Nei prossimi giorni e, ci auguriamo, entro il mese di dicembre, verranno consegnati i lavori per la manutenzione straordinaria della copertura della chiesa del SS. Salvatore (Badia Grande). L’intervento, interamente finanziato dal FEC (Fondo Edifici di Culto), vede la partecipazione dei progettisti arch. Mirella Vinci, oggi Soprintendente, ing. Stopo, geom. Arena, con il contributo storico del dr. Giacobbe”.