“La conversione sine die del PO di Sant’Agata Militello in “COVID Hospital” è una soluzione che appare sicuramente la più inadeguata e sorprendentemente la meno lungimirante”. Esprimono così la loro contrarietà i consiglieri di Italia Viva del Comune di Sant’Agata di Militello, Carmelo Sottile, Melinda Recupero e Nunzia Starvaggi, alla decisione, presa ieri dalla Regione Sicilia e dall’ASP di Messina, di rendere il nosocomio santagatese il secondo ospedale “Covid” della provincia di Messina, dopo il Cutroni-Zodda di Barcellona.

Di seguito la nota a firma dei tre consiglieri:

“Oggi ci troviamo in piena emergenza sanitaria. La Sicilia avrebbe avuto la possibilità di trovare soluzioni alternative fattibili e più efficaci, come ad esempio il ripristino e l’adeguamento di  strutture ospedaliere e ricettive non utilizzate sul territorio per l’osservazione di pazienti positivi al coronavirus, così come è stato fatto in altre regioni. E invece, probabilmente per recuperare l’assoluta inerzia sino a questo momento registrata, arriva la notizia della conversione sine die del PO di S. Agata Militello in “COVID Hospital”; soluzione, questa, che appare sicuramente la più inadeguata e sorprendentemente la meno lungimirante! Trasformare il nostro piccolo ospedale in Covid dedicato, senza che vi siano gli spazi sufficienti  (a Santagata solo 6-7 mila mq per tutto l’ospedale, quando per esempio a Messina al policlinico sono dedicati gli spazi dell’intero padiglione h, ed al Papardo quelli di una intera ala separata, mentre a Barcellona un padiglione occupato solo  dalle malattie infettive) significa togliere spazio ad importanti unità operative.

Parola d’ordine: creare posti letto necessari per affrontare l’emergenza  Covid19, che solo Sant’Agata pagherebbe a caro prezzo: sì, perché mentre in altri presidi ospedalieri non hanno arrecato riduzione dei servizi per la popolazione, a Sant’Agata si sta pensando bene di smantellare un intero nosocomio, che fino ad oggi ha dato risposte a 360 gradi alle necessità dell’intero comprensorio, compreso il distretto di Mistretta, che sicuramente da oggi in avanti non avrà più garantiti i livelli minimi  di assistenza (vedi ortopedia, ginecologia, pronto soccorso e chirurgia, cardiologia).

Questa la realtà dei fatti. Tutto ciò – in perfetta armonia con le scelte politiche del passato che hanno depauperato il nostro territorio – appare più che una soluzione all’emergenza COVID 19, solo l’ennesima azione/pretesto per creare le condizioni affinché possa decretarsi definitivamente la dismissione del nostro ospedale, con la consequenziale  disaffezione degli utenti e dei cittadini, una volta finita l’emergenza coronavirus”.

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