Al Consiglio comunale di Sant’Agata di Militello i gruppi di maggioranza e minoranza non se la passano bene. Il dato emerge dell’ultima seduta consiliare.

Partiamo dalla minoranza. Il consigliere comunale Melinda Recupero ha comunicato la sua uscita dal gruppo “Sant’Agata in porto”. L’insegnante, con un lungo documento, ha preso le distanze dal gruppo dichiarandosi indipendente. Un laconico addio, addolcito da banalità come “nell’ultimo periodo, è mancato il dialogo ed il confronto serio e costruttivo sui principale problemi che affliggono il nostro paese”.

In realtà voci di palazzo dicono ben altro. Nell’intervento del consigliere Giuseppe Puleo si coglierebbero le motivazioni: “Il consigliere da ormai un anno è diventato il consigliere aggiunto all’attuale amministrazione Mancuso, si è “governizzata”. Ormai non partecipava più alle discussioni dell’opposizione, si era totalmente defilata. Finalmente si è scoperta, ha fatto la scelta giusta, iniziamo così a giocare a carte scoperte. Il Partito Democratico le ha dato fiducia nominandola anche assessore, ha espletato per due anni il mandato, è stata sostenuta in campagna elettorale. Ne prendiamo atto e andiamo avanti”.

L’ex consigliera “guerriera”, che si era fatta notare in campagna elettorale per i suoi comizi pungenti e per le denunce presentate, più che per i consensi elettorali ottenuti, dopo un anno di mandato si sarebbe ammorbidita, cercando pretesti per rompere e diventare la stampella dell’esecutivo Mancuso.

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Il consigliere Recupero inizia la sua attività politica candidandosi nel 2013, con una lista vicino a Forza Italia, ottenendo circa 35 voti. In seguito, il gruppo del PD decide di indicarla come assessore, dopo le dimissioni dell’Avv. Trovato, e da qui inizia la sua ascesa politica, a fronte di un consenso numericamente irrilevante, perché giustamente non è molto nota, dato che proviene da Patti.

Nonostante ciò, Sant’Agata la accoglie. Coniugata con un santagatese, diventa il suo paese di residenza. Viene candidata nella lista del PD nel 2018, stavolta sostenuta da tutto l’esecutivo, tanto da essere rieletta negli scranni dell’opposizione. Nel corso del mandato da consigliere aderisce ad Italia Viva, sino al suo distacco.

Se Atene piange, Sparta non ride. La maggioranza dell’amministrazione Mancuso nemmeno se la passa così bene. Su tre votazioni, nell’ultima seduta consiliare, si è avvertito un certo malessere. Durante la mozione per il cimitero una consigliera (Franchina) si è astenuta e due (Alascia e Sanna) hanno abbandonato l’Aula. Nonostante i voti favorevoli di cinque consiglieri (Barone, Maniaci, Indriolo, Armeli e Ortoleva) è stata bocciata invece la proposta delle partecipate societarie possedute dal Comune. Decisiva l’astensione dei tre consiglieri della maggioranza (Alascia, Sanna e Franchina). Infine, è stata rinviata la proposta di delibera sulla cessione della cubatura per ulteriori chiarimenti, con i voti della minoranza e dei sempre tre Consiglieri Alascia, Sanna e Franchina.

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Insomma, anche il sindaco Mancuso deve fare un chiarimento all’interno della sua coalizione. Altrimenti rischia altri scivoloni in Aula.