Sant’Agata, polemiche di fuoco in Consiglio: scontro su Fiera storica ed edilizia


È stato un consiglio comunale infuocato, quello che si è svolto ieri pomeriggio al Castello Gallego a Sant’Agata di Militello, con sei punti all’ordine del giorno e con la delicatissima questione dei “criteri per l’attuazione della cessione della cubatura”. Era lecito attendersi una seduta molto intensa e partecipata e così è stato, con circa tre ore di interventi che hanno puntato l’attenzione sui temi caldi del momento. Era assente il sindaco Bruno Mancuso, e a rappresentare l’amministrazione erano presenti gli assessori Antonio Scurria e Achille Befumo. Tra i consiglieri erano assenti Rosamaria Franchina, Monica Brancatelli e Giuseppe Ortoleva.

Lo scontro sulla Fiera storica di Sant’Agata

L’Aula ha discusso per prima la mozione, presentata dalla minoranza, sulla privatizzazione della gestione della Fiera Storica, voluto dalla Giunta. Il consigliere Antonio Vitale rivolgendosi all’amministrazione ha chiesto “se ci fosse la volontà di migliorare questa manifestazione”.  Per l’Assessore al Turismo Antonio Scurria “vogliamo valorizzare l’evento sotto il profilo storico-culturale, rifare il look alla manifestazione, organizzare in maniera sistematica i settori merceologici, dando identità e valore alle tradizioni siciliane e nebroidee e adeguando l’organizzazione dell’evento alle nuove direttive governative sulla sicurezza. L’obiettivo è quello di promuovere la fiera del bestiame, che ha storicamente caratterizzato l’evento, ma che da anni è scarsamente partecipata. Privatizzando la fiera ci sarà più organizzazione, sarà più moderna e più pulita. Si occuperà di tutto il privato e così il Comune non avrà spese, ribadisco e difendo la scelta di affidare la gestione ai privati per sgravarsi dell’onere della gestione troppo impegnativa per il nostro”.

Il consigliere di minoranza Giuseppe Puleo ha definito l’intervento di Scurria imbarazzante: “Oggi la scelta di privatizzare la fiera è una sconfitta politica e lo ritengo un pretesto quello di darla all’esterno per rilanciarla”, mentre per la consigliera di Italia Viva Nancy Starvaggi non ci sarà “nessun vantaggio per i cittadini e maggiori costi per gli utenti”. La consigliera indipendente Melinda Recupero concorda sull’idea di rilanciare la fiera ma non condivide il metodo esternalizzazione de l servizio: “Una delibera che dice tutto ma allo stesso tempo non dice niente”. Per la maggioranza ha preso la parola la consigliera Laura Reitano che ha difeso la scelta attuata dalla Giunta Mancuso.

Alla fine, la mozione della minoranza è stata bocciata. Sei i voti a favore, sei i contrari e un solo astenuto (il presidente Barone). Con l’opposizione (Puleo, Starvaggi e Vitale) hanno votato la consigliera indipendente Melinda Recupero e i consiglieri di maggioranza Francesca Alascia e Salvatore Sanna.

Tensioni sul regolamento di cubatura

Nulla di fatto invece per l’approvazione del regolamento di cubatura che è stato nuovamente rinviato a data da destinarsi – si tratta della terza volta – a causa dell’assenza per motivi di salute del dirigente ingegnere Giuseppe Contiguglia. Il clima si è decisamente infuocato. Per il consigliere di maggioranza Salvatore Sanna “bloccare i lavori di un consiglio comunale in questi termini, non essendo in grado di andare avanti né per votare un emendamento né per sapere quando è stato protocollato, sinceramente lo trovo imbarazzante”.

A quel punto il consigliere Puleo ha minacciato di incatenarsi nell’interno dell’Aula consiliare, rimproverando l’amministrazione di non aver ricevuto ancora gli atti richiesti ed invocando la trasmissione dei verbali della seduta del Consiglio alla Procura della Repubblica di Patti affinché fosse ascoltato da un magistrato. “In questa città – ha detto all’assessore Achille Befumole concessioni edilizie vengono rilasciate con silenzio assenso, la situazione è a dir poco imbarazzante. Si tratta di una variante mascherata”. L’assessore Befumo ha replicato: “Domani (oggi per chi legge ndr) mi recherò personalmente all’ufficio tecnico per sollecitare il rilascio degli atti”.

Al termine di un estenuante braccio di ferro, che ha visto l’arrivo in aula alla fine anche dell’ingegnere Giovanni Amantea, in sostituzione dell’ingegnere Contiguglia, che, chiamato a pronunciarsi sull’emendamento presentato dal consigliere Salvatore Armeli, ha affermato: “Io non sono in condizione di esprimermi su questo parere, non conosco la questione in sé. Cioè, io sono ingegnere, però non sono tuttologo”. Così alla fine, per far proseguire i lavori, la consigliera Alascia ha chiesto il voto e il punto è stato rinviato al primo Consiglio utile.

La petizione popolare e l’uscita dall’Aula della maggioranza

Altro tema che ha generato attriti e discussioni è stata la petizione popolare presentata da 150 residenti della Contrada Cavarretta e della Contrada Calarco, che hanno raccolto le firme per chiedere all’amministrazione di mettere in sicurezza la strada che giornalmente percorrono in quanto pericolosa. “È notorio – ha dichiarato a Nebrodi News Michele Cirilla, il promotore della petizione – che su questa strada si sono verificati numerosi incidenti, per cui abbiamo chiesto di eliminare la situazione di grave pericolo esistente attraverso la realizzazione di un percorso alternativo rispetto a quello in atto esistente”.

All’inizio della discussione, la maggioranza – i consiglieri Giuseppe Maniaci, Lia Zingale, Salvatore Armeli, Antonino Indriolo, Laura Reitano e Salvatore Zingales, ad eccezione di Salvatore Sanna e Francesca Alascia – ha abbandonato l’aula. Per il consigliere Vitale si tratta di “un fatto grave. È la prima volta che 150 persone firmano una petizione popolare e la presentano in un consiglio comunale e non era mai success ed è assurdo che la maggioranza consiliare che segue questa amministrazione sia scappata. Questa è una vergogna politica: una maggioranza che non ha rispetto addirittura delle stesse persone che le hanno votate. Io fossi in loro non mi metterei una maschera me ne metterei tre, e non parlo solo dei consiglieri comunali, parlo anche dell’amministrazione comunale perché doveva dire ai consiglieri di rimanere. Il sindaco ormai lo definisco “latitante politico”. Qui abbiamo l’assessore Befumo, lo sto guardando in faccia e si vede che è umiliato, non hanno avuto rispetto per queste persone. Altro che uscire sul giornale, qui ci vorrebbe una petizione popolare contro i consiglieri di maggioranza che sono scappati via come tanti conigli”. Puleo stigmatizza l‘abbandono dall’aula dei consiglieri: “È la riprova che quando si tratta di tutelare interessi particolari fanno da scudo all’amministrazione, invece quando ci sono proposte per l’interesse della città scappano. I residenti delle contrade legittimamente chiedono una viabilità alternativa alla strada esistente che risulta poco sicura”.

Alla fine della discussione la petizione ha avuto l’appoggio dei sette consiglieri presenti rimasti (Nunziatina Starvaggi, Giuseppe Puleo, Melinda Recupero, Antonio Vitale, Salvatore Sanna, Francesca Alascia e Andrea Barone).

Il Garante dei minori e delle persone con disabilità

Il Consiglio si è concluso con la votazione all’unanimità del nuovo garante dei minori e delle persone con disabilità individuato nella dottoressa Melania Freni.

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