Sant’Agata, processo Camelot: prescritti reati per 10 imputati


Dichiarati estinti per prescrizione la quasi totalità dei reati contestati a carico degli imputati nel processo di primo grado al Tribunale di Patti scaturito dall’inchiesta denominata “Camelot”, che mise sotto la lente la gestione di alcune opere pubbliche appaltate e realizzate nel Comune di Sant’Agata Militello nel periodo tra il 2011 e il 2013.

Nella serata di giovedì scorso il presidente del collegio, Ugo Scavuzzo, ha infatti pronunciato il dispositivo col quale è stato dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione relativamente a 22 dei 26 capi d’imputazione della rubrica per cui, all’udienza dello scorso 26 maggio, era stato appositamente disposto lo stralcio dal fascicolo originario.

Con la dichiarazione di non luogo a procedere per prescrizione si conclude del tutto il procedimento giudiziario a carico di 10 dei 17 imputati, alla sbarra dal novembre 2015 per le contestazioni, a vario titolo, di turbata libertà degli appalti, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Dunque processo concluso per Giovanni Amantea, Bernardo Paratore, Carlo Giuffrè, Vincenzo Cordone, Maria Teresa Giuliano, Emanuele Giusti, Cono Galipò, Natale Iannaggi, Benedetto La Macchia e Francesco Armeli.

Il dibattimento prosegue invece per quattro capi d’imputazione che riguardano l’ipotizzata associazione a delinquere, contestata a 5 persone tra cui il sindaco Bruno Mancuso, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Contiguglia più altri quattro funzionari, un episodio di falso riferito ai tecnici dell’ufficio e due capi relativi a calunnia e falsa dichiarazione per il tecnico Spitaleri.

Prossima udienza il 21 ottobre.

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