Per Sant’Angelo di Brolo, quello a cavallo tra l’autunno e l’inverno degli anni 2009 e 2010 fu un semestre di piogge intense e pressochè ininterrotte che lasciò pesanti strascichi sulla stabilità degli edifici che sorgono nella parte più antica del centro dei Nebrodi. Tra la via Vittorio Emanuele, la via Piave e la via Trento, i dissesti innescati dall’acqua infiltratasi nel sottosuolo provocarono profonde lesioni e deformazioni a muri di abitazioni e strutture pubbliche, tenute sotto costante osservazione dai tecnici del Comune pronti a segnalare eventuali pericoli imminenti per fare scattare le conseguenti ordinanze di sgombero.

Una situazione di costante allarme che dura da dieci anni e che adesso, grazie all’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, potrà finalmente essere archiviata. La Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce ha infatti pubblicato la gara per affidare le tanto attese opere di consolidamento, optando per una procedura negoziata che prevede il criterio del minor prezzo.

L’intervento, che servirà a salvaguardare anche l’ex carcere borbonico, un bene storico in attesa di restauro, prevede la realizzazione di un articolato sistema di drenaggio del suolo e il posizionamento di una gabbionata nel tratto di terreno sottostante l’area della case popolari di via Vallonello. Indispensabile anche una regimazione delle acque provenienti dalla circonvallazione. Tutti i sottoservizi – gas, energia elettrica, rete idrica, fognaria e telefonica – dovranno essere ricollocati lungo una condotta appositamente ricavata sopra la fondazione delle opere di sostegno.