“In questi ultimi giorni diversi organi di informazione a tiratura regionale e, soprattutto quotidiani on line, hanno riportato la notizia secondo la quale la giunta regionale, con deliberazione n. 301 del 16/07/2020, avrebbe approvato la richiesta dello stato di calamità per i danni prodotti dai ghiri alle colture di nocciolo nei Monti Nebrodi. In verità, con il citato provvedimento, il governo regionale ha solamente apprezzato… “le iniziative volte all’avvio di azioni per la realizzazione di un piano di controllo numerico del ghiro che riduca la presenza dello stesso nel comprensorio nebroideo”. 

L’amministrazione comunale di Ucria, guidata dal sindaco Vincenzo Crisà, attacca il Governo Musumeci dopo la decisione, presa dall’Assessore Edy Bandiera di dichiarare lo stato di calamità a seguito dell’invasione dei ghiri sui Nebrodi.

“Al fine di non ingenerare false aspettative nei proprietari dei terreni coltivati a nocciolo e nelle numerose famiglie che lavorano nel comparto agricolo – prosegue la nota firmata dal primo cittadino e dal vice sindaco nonché assessore alle Politiche sociali, Rino Marzullo – e che vedono compromessa ogni aspettativa occupazionale per la perdita del 90% del prodotto a causa della incontenibile presenza del roditore, l’Amministrazione di Ucria ritiene doveroso precisare gli esatti termini del provvedimento adottato dalla giunta regionale.

Resta infatti irrisolto il gravissimo problema che gli organi dell’Amministrazione Comunale, non solo di Ucria ma dei tanti paesi che vivono la medesima condizione, hanno sollevato con determinazione e costanza, documentando nella reale consistenza l’entità della drammatica incidenza della presenza dei ghiri nel comprensorio. La speranza di poter alleggerire gli effetti negativi sull’occupazione mediante le agevolazioni che il riconoscimento dello stato di calamità naturale avrebbe comportato, resta solo una chimera. Delusione e amarezza sono i sentimenti che i lavoratori del comparto stanno provando ed alimentano ulteriormente le preoccupazioni per un futuro sempre più incerto condizionato pesantemente anche dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, ancora – concludono i due esponenti – purtroppo in atto”.