Al ventinovesimo giorno di presidio per l’istituzione delle Zone Franche Montane in Sicilia, ieri è stato il turno del Comune di Troina che, insieme a quello di Erice, ha partecipato con il sindaco Fabio Venezia e l’assessore allo sviluppo economico Giuseppe Schillaci.

“Oggi più che mai – dichiara il primo cittadino – , serve un’accelerazione nel processo di approvazione della legge sulle Zone Franche Montane. La deputazione nazionale siciliana di ogni schieramento deve farsi carico di calendarizzare la legge e procedere all’approvazione nei due rami del Parlamento. Il rilancio economico delle terre alte deve costituire una priorità nazionale”.

La battaglia sulla legge di istituzione delle ZFM, per la creazione di una fiscalità di sviluppo per i 133 comuni montani dell’entroterra siciliano, che defiscalizzerebbero le attività economiche e imprenditoriali che si trovano sulle zone alte dell’Isola, và infatti ormai avanti da oltre 2000 giorni. Dopo l’approvazione all’Ars, votata all’unanimità da tutti gli schieramenti politici, allo stato attuale la legge è bloccata in Senato, da cui attende la conferma della Commissione Finanze e Tesoro, in attesa che il Parlamento riprenda la sua attività ordinaria, dopo il lavoro straordinario sull’emergenza sanitaria, sbloccando così l’iter che dovrebbe portare il disegno di legge a diventare legge.

Il presidio sulle ZFM, coordinato da Vincenzo Lapunzina, che da oltre un mese presidia in un camper insieme ai sindaci lo svincolo di Irosa, sull’autostrada Palermo-Catania, nasce proprio come protesta civile, finalizzata ad accelerare l’iter di approvazione.

“La questione delle aree interne – spiega l’assessore Schillaci – non è solo un problema siciliano, ma nazionale. Negli ultimi dieci anni la questione meridionale è diventata una questione centro/periferia e migliaia di piccoli comuni continuano a perdere risorse umane e imprenditoriali a scapito delle aree metropolitane, uniche attrattrici di sviluppo e di investimenti. In Sicilia questa situazione è resa ancora più grave a causa degli storici ritardi dell’Isola rispetto alle parti più ricche dell’Italia. Investire sulle aree interne, tramite norme che introducano una fiscalità di vantaggio per questi territori, serve pertanto a tutto il Paese, per evitare la desertificazione della aree interne e la trasformazione delle città in megalopoli invivibili”.