Longi riapre il Parco Avventura e lo dedica Antonio Araca

di Gabriele Amadore
31/05/2026

La riapertura del Parco Avventura dei Nebrodi riporta Longi dentro una partita concreta: usare natura, sport e servizi per costruire economia locale. La struttura, rimasta chiusa dal 2020, è stata recuperata con un investimento di circa 100 mila euro e attende gli ultimi passaggi burocratici per l’affidamento della gestione.Non si tratta di una semplice riattivazione. Il parco sarà intitolato ad Antonio Araca, il giovane che nel 2011 aveva creduto nella nascita dell’area insieme a un gruppo di giovani del territorio. Quella intuizione aveva contribuito a far conoscere Longi anche fuori dalla provincia, in una fase in cui il turismo outdoor nei Nebrodi non aveva ancora l’attenzione che ha oggi.

«Per noi significa molto – ha spiegato Carmen Castano, presidente dell’associazione Longi Avventura 2026 – perché Longi è stata conosciuta anche fuori dalla provincia proprio grazie a questo parco. Tanti turisti, negli anni, sono arrivati qui per vivere questa esperienza. Riaprirlo significa riportare turismo, movimento e attenzione sul nostro paese».

Dalla chiusura alla ricostruzione dei percorsi

Il Parco Avventura era nato nel 2011 con il sostegno dell’amministrazione comunale e la collaborazione del Parco dei Nebrodi. Per anni ha rappresentato un volano per il paese. Poi è arrivata la chiusura del 2020, prima legata alla pandemia e poi a difficoltà che ne hanno impedito la ripartenza.Quando la nuova amministrazione comunale si è insediata nel 2024, ha individuato nella riapertura una priorità. «Quando ci siamo insediati nel 2024 – ha ricordato il sindaco Calogero Lazzara – abbiamo capito subito che si era interrotto qualcosa di importante. La nostra volontà è stata quella di riaprire il Parco Avventura. Non è stato facile trovare i fondi e, quando abbiamo verificato le condizioni dell’area, ci siamo trovati davanti a una situazione molto complessa. Abbiamo dovuto sostituire attrezzature, impianti e strutture. Oggi il parco è montato e pronto: restano soltanto gli ultimi passaggi burocratici per l’assegnazione della gestione».

Il recupero ha comportato la sostituzione di attrezzature, impianti e strutture. Prima dei lavori è stato realizzato anche un nuovo studio agronomico sugli alberi, indispensabile per la sicurezza dei percorsi e per la tutela dell’ambiente naturale.I fondi utilizzati sono di provenienza regionale. «Sono fondi che a volte vengono definiti in modo negativo – ha aggiunto Lazzara – ma qui sono stati utilizzati per un intervento concreto e utile alla comunità. Ci hanno creduto diversi parlamentari regionali, tra cui gli onorevoli De Luca, Leanza e Grasso, che hanno sostenuto il progetto in maniera trasversale. Quando c’è qualcosa di positivo da fare per il territorio, non bisogna guardare al colore politico, ma al bene della comunità».

Il progetto non si ferma ai percorsi sospesi tra gli alberi. Accanto al parco nascerà una nuova area attrezzata con barbecue. Il Comune punta a rafforzare l’offerta legata a sport, natura e convivialità. La prospettiva comprende anche e-bike, percorsi nel bosco, volo dell’angelo e zipline, da sviluppare in sinergia con i comuni vicini.

Il valore economico della memoria

L’intitolazione ad Antonio Araca sposta la riapertura su un piano più profondo. Il parco non torna soltanto come struttura turistica, ma come luogo legato alla memoria di chi lo aveva immaginato.«Antonio è stato colui che ha creato questo parco, che ci ha creduto quando forse altri non riuscivano ancora a immaginarlo – ha detto Lazzara –. Per me era anche un amico. Oggi voglio dire: Antonio, benvenuto, questa è la tua casa».

Durante la cerimonia è stato ricordato il suo legame con la terra d’origine e la capacità di trasformare un’intuizione in un progetto concreto. Un pensiero è stato rivolto alla moglie e alla figlia Alessia, perché il parco rimanga testimonianza viva del suo impegno.«Restituire il Parco Avventura ai Nebrodi, alla Sicilia e alla comunità di Longi, intitolandolo ad Antonio Araca, è il gesto più bello che si potesse fare – è stato detto durante la cerimonia –. Antonio continuerà a vivere tra questi alberi, nei sorrisi dei bambini e nelle esperienze di chi verrà qui per divertirsi, conoscere la natura e amare questo territorio».

Anche il presidente del Parco dei Nebrodi ha indicato il possibile impatto territoriale: «Questo luogo non sarà fruito solo dai cittadini di Longi e dei paesi vicini, ma anche da chi arriverà da fuori provincia. In passato, nei fine settimana, il parco era pieno. Quando funziona una struttura come questa, lavora un paese e lavora un territorio».La sfida ora riguarda la gestione. Solo un modello efficiente potrà trasformare la riapertura in ricadute stabili per strutture ricettive, ristoranti, guide e giovani occupati nel parco. «Questo non è soltanto il Parco Avventura di Longi – ha sottolineato il sindaco – ma un bene dell’intero comprensorio. I benefici riguarderanno le strutture ricettive, i ristoranti, le guide e i giovani che potranno lavorare all’interno del parco».

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