Tusa accoglie il vescovo della diocesi di Halaesa, Mons. González – FOTO&VIDEO


È giunto in visita ieri mattina, per la prima volta, nella sua sede vescovile titolare di Halaesa Arconidea – l’antica città siculo-greca nel territorio di Tusa – Mons. Jorge Esteban Gonzáles. Argentino, 56 anni, è attualmente ausiliare dell’Arcidiocesi Metropolitana di La Plata, vicino Buenos Aires, e anche rettore della cattedrale e pro vicario generale della medesima diocesi. Il 5 giugno 2020 è stato nominato da Papa Francesco vescovo titolare di Halaesa.

Ad accoglierlo al sito archeologico, accompagnato dal vescovo della diocesi di Patti Mons. Guglielmo Giombanco, il dott. Massimo Raimondi su incarico della Direttrice del Parco Archeologico di Tindari Anna Maria Piccione, il sindaco di Tusa Luigi Miceli e l’amministrazione comunale, Padre Bernardo Ndim e Padre Fabrizio Terrasi, sacerdoti del santuario Maria SS. Della Catena di Castel di Tusa e della parrocchia Maria SS. Assunta di Tusa.

Prima i saluti nella chiesa di S. Maria delle Palate, poi una visita guidata all’Antiquarium. Alle 11:00 la Santa Messa a Tusa, presieduta da Mons. Giombanco e Mons. Gonzáles.

Non molti sanno che la diocesi di Halaesa, è una sede soppressa della Sicilia bizantina, sottomessa al patriarcato di Costantinopoli. L’antica diocesi è attestata dal VII al IX secolo. In particolare, con il nome greco di Άλέσης, è documentata in cinque Notitiae Episcopatuum del patriarcato di Costantinopoli, nel IX, X e XII secolo, come suffraganea dell’arcidiocesi di Siracusa. A questa antica diocesi vengono attribuiti tre vescovi, due dei quali documentati da atti conciliari e uno testamentato epigraficamente. Forse a seguito del terremoto dell’856, o probabilmente con la conquista araba avvenuta dopo la caduta di Siracusa nell’878, la diocesi è scomparsa e non se ne sono avute più notizie.

Nel 2018, Halaesa è stata annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica. Una sede titolare è una sede episcopale che ha cessato di essere un territorio definito sotto il governo ecclesiastico di un vescovo, ma che continua a essere assegnata a un vescovo, al quale però non si conferisce alcuna giurisdizione sul territorio che una volta era della sede. Nella struttura ecclesiale, i vescovi titolari non hanno una responsabilità diretta, ma sono spesso chiamati ad aiutare i vescovi ausiliari.

“È molto bello che il vescovo ausiliare della diocesi di La Plata, sia anche vescovo della sede titolare di questa chiesa di Halaesa – ha detto Mons. Giombanco –. Questa chiesa diocesana, che nel VII sec. d. C. ha avuto dei vescovi, poi si è estinta, ma è rimasto il titolo. E ai vescovi ausiliari, di aiuto a un vescovo diocesano, di solito viene assegnata una sede titolare. Ne abbiamo due nella diocesi di Patti, quella di Tindari e quella di Alesa, che fu dichiarata appena arrivai io. Fu istituita come sede titolare a fine 2018. La sua presenza è anche bella, non tanto per il fatto di conoscere la sede, ma per il legame spirituale e pastorale che si instaura con un vescovo di un altro continente, di un’altra chiesa. Lui pregherà per questa chiesa, in particolare per Tusa, come noi pregheremo per lui e per la sua chiesa. Il significato delle chiese titolari – ha concluso – è questo legame che indica un rapporto ecclesiale, di chiese che camminano insieme, non è giuridico o di giurisdizione.”

“Sono stato fortunato perché normalmente i vescovi che ho conosciuto in Argentina, titolari di una chiesa antica, sono del nord Africa e nessuno ha mai avuto questa grazia, questo dono di essere invitato – ha continuato Mons. Gonzáles -. Devo ringraziare Mons. Giombanco che mi ha telefonato in Argentina per invitarmi a venire qui. Sono veramente emozionato, perché amo molto la cultura italiana. C’è questa realtà che è molto forte, di guardare i vostri volti e sentirsi a casa. L’Argentina è anche questo. La mia bisnonna era italiana e ha lasciato un segno molto forte nella mia famiglia. Le nostre abitudini sono come le vostre. Vi ringrazio tanto. L’accoglienza di Mons. Giombanco è stata per me un dono nella fratellanza episcopale, è come se ci conoscessimo da tempo. Questo gesto tra i vescovi della chiesa segna un rapporto che va al di là di quello formale.”

Alla fine della S. Messa, il sindaco di Tusa Luigi Miceli ha voluto dare un suo saluto ai vescovi di Patti e La Plata: “Vi porto il saluto della comunità tusana, molto legata alla spiritualità e alla nostra chiesa – ha detto –. Dentro la chiesa di S. Maria delle Palate ho donato alle nostre Eccellenze un testo sulla storia di Tusa, che nella copertina riporta la mazza, simbolo del legame che da sempre esiste qui da noi tra la torre civica e la chiesa madre. Oggi è un giorno speciale. Siamo cresciuti con impegno civico e religioso e la politica non è altro che l’espressione più elevata di impegno civico. Al vescovo di Halaesa Mons. Gonzáles mi rivolgo con un grande sentimento di fratellanza. Ci teniamo molto alla città di Halaesa, alle nostre radici. Siamo stati felici quando abbiamo saputo della sua rielezione come sede vescovile titolare, assegnata a lei, vescovo argentino. Per noi italiani, l’Argentina è la nostra seconda patria. Vi ringraziamo e vogliamo ricevere la spiritualità e la vostra preghiera, in un sentimento di grande comunione tra le autorità civili di Tusa, le nostre autorità religiose e la comunità tusana. Noi siamo questo – ha concluso -, l’altare e il focolare. Grazie per averci regalato questo bel giorno.”

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