Tusa, al capolinea la controversia che ha bloccato l’Ecomuseo


È giunto alla fine il complesso procedimento che permetterà di consegnare alla collettività uno strumento utile per un ulteriore sviluppo turistico basato sulla fruizione dei beni culturali, nello specifico l’archeologia di Halaesa Arconidea e l’arte moderna della Fiumara d’Arte.

Grazie all’impegno profuso dalla Direzione del Parco Archeologico di Tindari, sotto la guida dell’Arch. Domenico Targia, che si è attivata in sinergia con le Amministrazioni locali territoriali, per risolvere il problema relativo all’esproprio delle aree utilizzate anche per la costruzione del Centro documentazione e sviluppo, Ecomuseo dei Nebrodi Occidentali a Castel di Tusa, molto presto la struttura potrà essere fruibile ai visitatori.

L’Ecomuseo si prefigura  come una rete di attività culturali, di promozione e sviluppo diffusa e condivisa sul territorio, attivata e sostenuta dalle comunità locali, articolata in nuclei museali e produttivi d’interesse archeologico, etno-antropologico, storico-artistico, architettonico, naturalistico e paesaggistico. Fra gli obiettivi prioritari la creazione di circuiti interdisciplinari di conoscenza, valorizzazione e fruizione in cui i beni culturali tutti – materiali e immateriali – vengono “messi a sistema” per uno sviluppo equilibrato ed eticamente compatibile delle potenzialità culturali, sociali ed economiche dell’area nebroidea.

L’area di intervento comprende i Comuni di Castel di Lucio, Motta d’Affermo, Mistretta, Pettineo, Reitano, Santo Stefano di Camastra, Tusa: un ambito geograficamente definito dalle valli dell’Aleso e del Serravalle, contraddistinto da un profilo storico culturale omogeneo, dalla presenza di qualificati servizi e luoghi per attività espositive e da un’ampia varietà di siti culturali e di valore naturalistico, paesaggistico ed etno-antropologico.

“Sosteniamo e ringraziamo il Direttore del parco archeologico e il suo staff – dichiara il sindaco di Tusa, Luigi Miceli -. Con il loro impegno si sta completando la procedura amministrativa che consentirà la fruibilità al pubblico di una struttura tecnologicamente avanzata, pronta ad assumerà una funzione espositiva, informativa e promozionale per l’intero territorio dei Nebrodi occidentali“.

“Ci sono luoghi nel nostro territorio dove è davvero necessario entrare almeno una volta nella vita e l’Eco museo dei Nebrodi Occidentali, a Castel di Tusa, è senz’altro uno di questi“. E’ quanto affermato dal presidente del CDA del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Valle d’Halaesa e sindaco di Pettineo Domenico Ruffino che aggiunge: “La fine di un iter amministrativo darà la possibilità ai visitatori di conoscere l’innovativo laboratorio dell’identità del territorio alesino ricco di storia millenaria e testimonianze archeologiche, storiche ed artistiche, caratterizzato da un contesto naturalistico e paesaggistico di grande bellezza e valore”.

Dalla stessa categoria