Tusa, nuove scoperte al sito archeologico di Halaesa


Continuano le scoperte al sito archeologico di Halaesa Arconidea, a Tusa. Ieri pomeriggio i professori delle quattro Università impegnate nella “Missione Archeologica” hanno presentato i risultati della campagna di scavi 2022. Settanta gli studenti impegnati nella Missione, che quest’anno si prolungherà fino a settembre con l’Università di Palermo che indagherà l’area delle fortificazioni.

Il convegno è stato organizzato dal Lions Club Mistretta-Nebrodi in collaborazione con il comune di Tusa. Al termine, professori e studenti hanno guidato il pubblico in una visita alle aree interessate dai saggi. Presenti il geom. Nino Bonanno, Presidente del Lions Club Mistretta-Nebrodi, l’arch. Mirella Vinci, Soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali di Messina, l’arch. Anna Maria Piccione, Direttrice del Parco Archeologico di Tindari, Luigi Miceli, sindaco di Tusa e Angelo Tudisca, vicesindaco di Tusa, insieme ai professori Aurelio Burgio dell’Università di Palermo (Dipartimento Culture e Società), Lorenzo Campagna dell’Università di Messina (Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne), Jonathan Prag dell’Università di Oxford e Michela Costanzi, dell’Università della Piccardia Jules Verne di Amiens.

“Quest’anno ci siamo concentrati nella zona dell’acropoli meridionale – ha spiegato la prof. Costanzi – Siamo partiti con l’obiettivo di verificare la presenza in quest’area residenziale di alcune strutture. Abbiamo lavorato su uno scavo iniziato in precedenza, su un grande edificio in cui avevamo trovato tre vani che si ripetevano su due piani. Abbiamo chiarito che questi vani costituiscono solo la parte più alta dell’edificio, organizzato su varie terrazze. Abbiamo allargato poi le indagini sulla punta settentrionale dell’acropoli meridionale e abbiamo trovato, in corrispondenza di una cisterna scoperta nel 2019, una struttura totalmente inedita: una fornace per la fabbricazione di ceramica miniaturistica, una produzione che non serviva per un uso quotidiano, ma quasi certamente per ragioni legate al culto. Questo è interessante, vista la prossimità dell’acropoli al santuario di Apollo che si trova di fronte.”

La missione italo-inglese, guidata dai prof. Campagna e Prag, ha lavorato proprio nell’area del santuario della città, posto sulla collina in cui si trova l’acropoli settentrionale. “In quest’area si trova il santuario monumentale, sulla sommità della collina più alta della città, orientata verso il mare – ha spiegato Prag – Nelle ultime campagne abbiamo individuato bene la piattaforma monumentale, con sopra almeno tre templi e una struttura accanto alla piattaforma che costituisce una parte del santuario.”

“Il risultato più importante è il grosso muro di terrazzamento che probabilmente corrisponde all’ingresso del santuario di Apollo – ha aggiunto Campagna -, punto di raccordo tra le varie vie che in questo punto si incrociano, venendo dalla città e dalla collina meridionale dell’acropoli.”

Il prof. Aurelio Burgio e i suoi studenti si stanno infine concentrando nel settore orientale delle fortificazioni della città. La loro campagna di scavo, iniziata il 18 luglio, continuerà ancora per tre settimane e poi a settembre, quando si spera potranno essere presentati i risultati. “La campagna dello scorso anno ha portato alla scoperta di una più accurata delimitazione di una grande torre, all’interno della quale abbiamo individuato un’area con resti di bruciato e degli spezzoni in ferro e dei chiodi, che appartengono con tutta evidenza ad una porta interna – ha spiegato Burgio -. Ciò significa che la torre doveva avere almeno un secondo piano. Questa torre fa parte della seconda fase della cinta, perché la cinta – almeno in quell’area – ha due fasi diverse, che stiamo cercando di datare. Siamo in un settore foriero di informazioni importanti e – ha concluso – cercheremo di acquisire nelle prossime settimane di scavo quanti più dati planimetrici, cronologici e funzionali.”

“Halaesa è stata per me una scoperta – ha dichiarato la Direttrice del Parco Archeologico di Tindari Anna Maria Piccione -. Conosco il territorio perché ho lavorato tanto sui Nebrodi, prima ero Direttore del Servizio Paesaggistico dell’intera provincia di Messina. Dal punto di vista archeologico però non avevo approfondito e ritengo tutte le scoperte in questo sito molto affascinanti. Il pensiero di tirare fuori le strutture dell’antica città mi appassiona e spero che il progetto del teatro vada avanti, è già stato approvato in linea amministrativa. Mi impegnerò al massimo affinché si realizzi.”

Il sindaco Luigi Miceli è entusiasta dei risultati ottenuti finora dalla collaborazione tra le Università in convenzione: “Ormai da diversi anni le università straniere e italiane convivono al sito di Halaesa in questa emozionante attività di ricerca della nostra identità e del nostro in passato. Mi auguro che possiamo continuare a suscitare l’attenzione degli investitori pubblici e privati. È in dirittura d’arrivo il finanziamento per lo scavo nell’area del teatro. Si tratta di 1,5 milioni di euro, già inseriti nella programmazione 2021-2027 del Fondo di Sviluppo e Coesione. Attendiamo a giorni la copertura finanziaria per poter iniziare i lavori.”

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