Tusa, suini selvatici attaccano mucche al pascolo: smembrati 3 vitelli


È successo nelle campagne del territorio di Tusa dove tre vitellini, nati da pochi giorni, in giornate distinte, sono stati attaccati e uccisi e sbranati da branchi di suini selvatici.

L’ultimo caso, risale a qualche giorno a dietro e a farne le spese è stato il titolare di un’azienda zootecnica in contrada Folia – Lassano, nel territorio del comune alesino, che ha perso un vitello di appena 5 giorni ritrovato squarciato e privo delle interiora. Prova evidente, per le modalità predazione, ci spiegano diversi medici veterinari che abbiamo contattato mostrando loro le cruente immagini, che a perpetrare l’attacco sia stato un branco di suidi i quali, uccisa la preda, privilegiano lo sfamarsi con le interiora.

A lanciare nuovamente l’allarme è Coldiretti, con il co-direttore della federazione di Messina, Carmelo Tarantino, che ha già segnalato, con tanto di elementi fotografici, l’accaduto ai vertici regionali dell’Associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, i quali chiederanno un incontro alla direzione Regione per discutere sulle attività necessarie da mettere in campo con rapidità per contenere il fenomeno delle predazioni.

La problematica, su quelli che sono i pericoli per l’incolumità e la salute pubblica rappresentato da cinghiali e suini selvatici che in questi ultimi periodi hanno invaso addirittura in centro cittadino, è stata affrontata diverse volte, ma mai risolta. Oramai si è perso il conto delle denunce presentate da privati cittadini, sia al Comune, al Comando del Corpo Forestale del Distaccamento di Tusa, che ai Carabinieri della locale Stazione, i quali segnalano, spesso allegando foto e video, la presenza di questi animali nei pressi di civili abitazioni, di esemplari che hanno provocato, e continuano a provocare, il rotolamento di massi di grosse dimensioni a valle, in direzione della Strada Statale 113, settentrionale sicula, nei pressi della frazione di Milianni dove si sono, oltretutto, verificati diversi incidenti stradali causati dalla presenza dei suidi nella carreggiata.

La presenza di branchi di maiali neri selvatici e cinghiali vaganti nei Comuni dei Nebrodi, ma anche delle Madonie, è storia vecchia che, mano mano, diventa sempre più seria poiché inizia ad assumere aspetti dai contorni inquietanti e pericolosi. È chiaro che non parliamo più di danni alle colture, che per gli agricoltori oggi hanno raggiunto livelli non più sostenibili, ma di situazioni ben più importanti che minano la serenità degli abitanti e mettono in serio pericolo la pubblica incolumità.

Il primo cittadino di Tusa, Luigi Miceli, più volte ha preso carta e penna e informato sia il Dipartimento Veterinario dell’Asp che la Prefettura di Messina. Quest’ultima, con una nota di riscontro, indirizzata al Dipartimento Strutturale di Prevenzione Veterinario e al sindaco del Comune di Tusa, “autorizzava” ogni utile iniziativa di competenza per la rimozione di animali pericolosi per l’incolumità e la salute pubblica.

“A Tusa – spiega a Nebrodi News il sindaco Miceli – la caccia è stata consentita dal 1 novembre al 31 gennaio. Il problema è tuttavia strutturale, visto l’infinito numero di esemplari e la loro prolificità. Ritengo, pertanto, che le serie criticità possono e debbano essere risolte su scala regionale, soprattutto al fine di tutelare in primis i cittadini e poi comparto agricolo e zootecnico, che costituisce una grande risorsa, non solo economica, ma anche culturale e identitaria, per il nostro territorio“.

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