Ad Ucria si è svolta, lunedì presso la sede sociale dell’Associazione Culturale Nebrodi, una riunione tecnica sulla problematica connessa con la proliferazione del ghiro nel comprensorio del nocciolo dei NebrodiLa riunione ha fatto seguito all’atto di indirizzo adottato recentemente dal Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, che ha condiviso la proposta avanzata dalla medesima Associazione Culturale Nebrodi di concentrare, per quanto possibile, la liberazione di piccoli rapaci notturni (segnatamente l’allocco), naturali predatori anche dei piccoli mammiferi quali il ghiro, eventualmente recuperati presso i Centri di Recupero della Fauna Selvatica, nell’area suddetta.

È ben nota ed annosa infatti la problematica della abnorme proliferazione del ghiro in questi territori, che ha determinato l’alterazione del rapporto preda/predatore e che gravi problemi ha creato, soprattutto nell’ultimo decennio, a questa importante coltivazione. La riunione, di taglio prettamente tecnico ed organizzativo, condotta dal Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, cui fa capo sia il sistema degli Uffici territoriali con competenza in materia di controllo della fauna selvatica e delle attività venatorie (le ex Ripartizioni Provinciali Faunistico-venatorie) sia il sistema regionale dei Centri di Recupero della Fauna Selvatica (strutture regionali affidate in gestione a qualificate associazioni ambientaliste), è stata partecipata da tutti i rappresentanti delle predette articolazioni organizzative, da rappresentanti dell’Ente Parco dei Nebrodi, da esperti di settore e corilicoltori. La riunione medesima si è svolta alla presenza dell’Assessore Regionale delle Autonomie locali e della Funzione Pubblica, Bernardette Grasso, che, ha indirizzato i lavori nel senso della concretezza e della operatività rispetto ad una problematica particolarmente sentita a livello territoriale.

Dopo un ricco confronto tecnico sugli aspetti essenziali della problematica che, come ormai universalmente condiviso, non è risolvibile attraverso l’adozione di una singola azione ma attraverso l’adozione di una strategia complessiva che sia in grado di superare le criticità di settore, si è preso atto:

  • degli avanzamenti dell’indagine sulla consistenza e distribuzione della specie nel territorio dei Nebrodi condotta dal Dipartimento STEBICEF dell’Università di Palermo, ormai alla conclusione, che darà indicazioni più precise sui contesti territoriali sui quali concentrare l’attenzione e che è propedeutica alla richiesta di parere all’ISPRA sugli interventi di controllo della specie;
  • della possibilità di considerare, insieme agli allocchi, anche l’utilizzo di altri predatori specifici recuperati presso i Centri di Recupero predetti;
  • dell’avvio, da parte del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale di una interlocuzione con il Dipartimento Regionale dell’Agricoltura affinché, a valere sui fondi destinati alla Misura 4.1 del PSR 2014/2020, possa essere possibile finanziare anche l’acquisto e messa in opera di attrezzature (trappole, cassette nido per allocchi, etc.), nonché per la copertura delle spese necessarie per l’esecuzione di operazioni colturali volte a contenere le popolazioni di ghiro.

Inoltre, nella considerazione che il primo presidio difensivo non possa non essere rappresentato che da un mantenimento in attualità di coltivazione dei noccioleti, sono state avviate, seduta stante, interlocuzioni con il Dipartimento Regionale dell’Agricoltura finalizzate ad ottenere una linea dedicata ai noccioleti siciliani, nell’ambito della Misura 4.4.d del PSR 2014/2020, in grado di assicurare la estensione a tutte le superfici corilicole, delle attività di manutenzione già poste in essere con i fondi di cui alla Misura 216.2.A del PSR 2007/2013 su circa 5.000 Ha di noccioleti. Soltanto in questo modo, infatti, insieme alla creazione di fasce di discontinuità di superfici fittamente coperte dalla vegetazione, sarà possibile sottrarre significativamente habitat che  lo avvantaggiano al ghiro e, nel contempo, contenere gli attacchi di cimici del nocciolo, l’altra grande problematica dei noccioleti dei Nebrodi.

Un tavolo tecnico che il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale avrà cura di costituire nel breve periodo avrà il compito di indirizzare e valutare gli interventi che, nello specifico, sarà possibile porre in essere al maturare delle condizioni di operatività concreta. Anche l’Ente Parco ha assicurato collaborazione ed assistenza logistica per la conduzione delle varie operazioni.

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