giovedì - 24 maggio 2018
 
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per scardinare il preconcetto che il calcio sia esclusivamente uno sport maschile

Al “Nelson Mandela” di Troina triangolare femminile di calcio a 5


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Lo scorso giovedì, 10 maggio, si è svolto presso il centro sportivo polivalente “Nelson Mandela” di Troina un triangolare femminile di calcio a 5. L’evento ha visto sfidarsi 3 squadre femminili, del circondario nebroideo, il Troina Femminile 2017, la Viola Cerami 2010 e la Rappresentativa Cesarò-San Teodoro.

L’idea di fondo è quella di scardinare il preconcetto che il calcio sia esclusivamente uno sport maschile. Infatti le ragazze, in campo, hanno dimostrato con il bel gioco, e regalando al pubblico intervenuto un momento di festa ed allegria, come il calcio sia uno sport per tutti, indipendentemente dall’essere maschi o femmine.

premiazione Troina FemminileLe squadre si sono affrontate in 3 match: Troina Femminile- Rappresentativa Cesarò-San Teodoro, conclusasi 7-0; Viola Cerami 2010 – Rappresentativa Cesarò-San Teodoro, finita 1-0 e Troina Femminile-Viola Cerami 2010, conclusasi 2-1.

Ad aggiudicarsi il Torneo è stata il Troina Femminile 2017.

L’organizzatore del torneo Daniele Litteri, allenatore in seconda della Troina Femminile e arbitro della Lega Calcio UISP, spiega i motivi che l’hanno spinto ad organizzare questo triangolare e le pospettive future della sua squadra “lo scopo di questa serata era di sensibilizzare tutta la comunità troinese al calcio femminile, visto che si è formata questa realtà a Troina e stiamo cercando di espanderla anche negli altri paesi. Essendo io arbitro UISP di calcio femminile e dirigente a livello regionale, ho deciso di avvicinare tutte le squadre del circondario, infatti alcune già le conoscevo perché le arbitro come il Cerami e altre come il Cesarò che si è formata ora, per iniziare ad intraprendere questo un percorso che dal prossimo anno ci porterà ad intraprendere il Campionato dove partecipano loro. Il nostro obiettivo per il prossimo anno, infatti, è di iscriverci al Campionato UISP amatoriale, della Lega Calcio UISP, dove parteciperanno le squadre di questa zona e faremo una serie A ed una serie B, così suddivisa la serie A con un girone lato Agrigento-Caltanissetta e serie B lato Enna. La nostra è una squadra molto competitiva, sono ragazze molto affiatate e soprattutto ci danno grandi soddisfazioni”.

Tea Calaciura, colei che ha fortemente creduto e voluto una squadra di calcio a 5 femminile a Troina, racconta “è da quando ero piccolina che vado dietro il pallone. Da un bel po’ avevamo intenzione di creare questa squadra, ci abbiamo provato più volte negli anni precedenti, senza avere nessun risultato sembrava una cosa quasi impossibile, adesso finalmente ce l’abbiamo fatta. È una realtà, che sembra ancora un grande sogno, che speriamo di portare avanti e di raggiungere grandi risultati. Insieme siamo una squadra molto unita, più che una squadra direi una grande famiglia. Tutte abbiamo voglia di giocare e di raggiungere grandi risultati, il nostro punto di forza è l unione, l’unione fa la forza. Per il prossimo anno sogniamo di iniziare il Campionato, quindi di gareggiare con altre realtà, e quindi di crescere. Consiglio a chiunque voglia di far parte della nostra squadra, però deve essere una passione, io ce l’ho dentro da quando ero piccola e penso come me tantissime altre ragazze all’interno della squadra, deve essere come tutti gli sport una passione”.

Mariana ,ragazza brasiliana ospite nella cittadina nebroidea, dice “è molto importante per me giocare a calcio; giocavo in Brasile anni fa a livello professionale adesso sono qua a Troina per 6 mesi e ho trovato questa squadra che mi ha accolta. Ho trovato amici e questo per me è molto importante, è una cosa bella, mi piace giocare con loro sono brave ragazze, carine e accoglienti”.

Sara Fichera, la bomber della Troina Femminile che in questo triangolare ha segnato 7 reti, racconta racconta “mi sono avvicinata al calcio da piccola perché giocavo con mio cugino, mio papà e in strada davanti casa, poi con i miei compagni crescendo iniziavo ad andare al campetto. Sono sempre stata molto vicina al calcio perché mio papà comunque lo amava molto; adesso si è creata la squadra è stato un primo passo, ed è una cosa che mi piace molto, è uno stimolo perché a Troina non si era mai vista una cosa del genere e posso scommettermi in un campo che mi piace molto. Il calcio è uno sport bello, soprattutto con una squadra come la nostra. Quando segno provo un’emozione strana, non la so spiegare, ripenso a come sono arrivata qui, a come sono arrivata a segnare questo gol, tutto il cammino che ho dietro ed è una bella emozione.”

Cristina Sambuco spiega come da una passione, nata in famiglia, oggi ha concretizzare un sogno “gioco a calcio perché sin da piccolina mi ha appassionato questo gioco. Sono una tifosa di calcio a 11 e sin da piccola, sia per il mio ambiente familiare e anche vedendo mio zio giocare, mi ha sempre appassionato il fatto di far parte di una squadra, di riuscire a sognare in grande e di non farlo da sola ma di farlo in compagnia di tante altre ragazze, che come me hanno il sogno di arrivare in alto. Il primo passo è stato di aver fatto la squadra, perché a Troina era vista come una cosa lontana, un tabù, e grazie a Tea Calaciura siamo riuscite a formarla, soprattutto grazie all’impegno e alla fiducia che ci ha dato Daniele Litteri, il nostro allenatore in seconda. Mi piace, senza alcun dubbio, il fatto di stare in una squadra perché non si è da sole, quando giochi riesci a dare il meglio di te anche grazie alla spinta che riescono a darti le altre. Siamo una famiglia, infatti, ormai capita spesso che usciamo insieme, che ci riuniamo anche al dì fuori dal campo perché molte di noi sono coetanea, ma anche con quelle più grandi abbiamo stretto un buon rapporto di fiducia e di amicizia. Il calcio non è uno sport facile e non può appassionare tutti, però penso che se qualcuno ha quel desiderio di entrare a far parte, non importa se non è bravo o ha meno capacità rispetto alle altre, all’interno della squadra ognuno ha il suo ruolo e ognuno è importante tanto quanto l’altro”.

Foto di Leonardo De Vita 

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