I 37 sindaci, che qualche settimana fa hanno scritto all’ATI idrico di Messina, contrariati dall’intimazione del Consorzio, che ha il compito organizzare il servizio idrico integrato in ambito territoriale, con la quale sostanzialmente viene chiesto ai primi cittadini di interrompere l’erogazione del pubblico servizio nei propri Comuni, al fine di scongiurare essenzialmente un esorbitante aumento delle tariffe con effetti economici devastanti sui propri cittadini, scrivono al Presidente della IV Commissione dell’ARS chiedendo un’audizione al fine di prospettare la necessità di adeguare l’assetto normativo esistente, in tema di gestione del servizio idrico integrato, ai principi sanciti dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 33 del 4 marzo 2019, secondo cui, tra l’altro, i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti possono sottrarsi alla gestione associata delle funzioni fondamentali, se dimostrano che non realizza risparmi.

In rappresentanza del raggruppamento di Sindaci, Luigi Miceli – sindaco di Tusa; Salvatore Castrovinci – sindaco di Torrenova; Domenico Ruffino – sindaco di Pettineo; Maurizio Crimi – sindaco di Furnari; Maurizio Zingales – sindaco di Mirto; Angelo Tudisca – vice sindaco di Tusa, nella qualità di delegato Anci.

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