Una nuova inchiesta per fare luce sull’attentato all’ex presidente del parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Una inchiesta aperta a Patti dal Procuratore Angelo Cavallo che già a Messina ha condotto le indagini nell’ambito del primo file dell’indagine che ha portato all’archiviazione delle accuse per 14 indagati.

Lo racconta il quotidiano La Sicilia nell’edizione di oggi in un pezzo in cui viene ricostruita tutta la storia di quell’attentato che la notte tra il 17 e 18 maggio 2016   venne sventato dal vicequestore Daniele Manganaro e dall’agente di polizia Tiziano Granata, trovato morto l’anno scorso nella sua casa di Piraino per arresto cardiaco ma le indagini sono in corso anche perché pochi giorni dopo è morto per sospetta leucemia fulminante un altro poliziotto della cosiddetta squadra dei vegetariani (specializzata nella caccia agli uomini della mafia dei pascoli e non solo), Rino Todaro.

Cavallo indaga sulla strana morte di Granata e Todaro, ma – sostiene La Sicilia – anche per “riavvolgere il film di quella notte di due anni fa”.  Si parla di un modello 45 senza notizie di reato.  Mentre va avanti l’attività di inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Messina guidata da Maurizio De Lucia.

Recentemente il programma televisivo Report ha riproposto la storia inquadrandola nell’ambito del più generale caso Montante (l’inchiesta sull’ex presidente di Sicindustria a processo a Caltanissetta) ma l’unico legame tra l’ex presidente del parco e l’ex leader degli industriali siciliani sembra essere solo il senatore Beppe Lumia: “Ho incontrato Montante una sola volta a Santo Stefano di Camastra – ha detto Antoci -. Non lo conoscevo”.

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